“Tratta di ragazze nigeriane”, due assoluzioni e tre condanne

23 Luglio 2021

In aula avevano raccontato gli orrori subiti nel viaggio tra la Nigeria e l’Italia e poi le miserie della loro vita una volta arrivate a Piacenza, costrette a prostituirsi lungo la Caorsana. Ragazze povere, senza un futuro nel loro Paese d’origine, erano partite con la promessa di un lavoro da baby sitter o commesse e si erano ritrovate su una strada. E ciò che è peggio, dovevano pagare cifre esorbitanti all’organizzazione che le aveva aiutate ad arrivare in Europa. Un riscatto che poteva costare fino a 40mila euro.

Erano cinque le persone accusate, a vario titolo, di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù. Accuse che si sono sgonfiate. Soprattutto per la donna di 42 anni ritenuta dal pm Roberto Ceroni, della Dda di Bologna, “la vera e propria artefice dei fatti”. Se per due imputati ieri è stata pronunciata l’assoluzione, per altri tre è rimasta in piedi l’accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con condanne che vanno da 2 anni e otto mesi a tre anni.

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