Legge sui defibrillatori, Piacenza esulta: “Avevamo ragione già vent’anni fa”

30 Luglio 2021

Nel 1998 i defibrillatori, che oggi a Piacenza sono perno di un modello che il Parlamento ha appena trasformato in una legge, incutevano anche qualche timore. Al punto a un avvocato fu chiesto un parere legale per convincere la questura ad accettare le “macchinette” salvavita a bordo delle volanti. Lo racconta, in una testimonianza su “Libertà”, Augusto Ridella.

Da lui si recarono l’allora primario Alessandro Capucci e Daniela Aschieri, pionieri della diffusione dei defibrillatori (oramai sono quasi 1.100) nel nostro territorio. L’avvocato Ridella studiò la materia ed escluse sia che il soccorritore potesse commettere qualsiasi tipo di reato, anche in caso di insuccesso dell’intervento, sia che la scarica elettrica emessa dall’apparecchio potesse essere in qualche modo nociva. Sono trascorsi oltre vent’anni da quel parere giuridico e il suo autore ora può dire, festeggiando l’approvazione della legge: “Avevamo dunque ragione”.

Su “Libertà” anche un ricordo dell’ex primario della Rianimazione, Ruggerini: addirittura nel ’68 egli vide il primo defibrillatore, ma “di grandezza enorme e per uso solo ospedaliero”. Tutta un’altra storia insomma rispetto ai Dae che oggi vediamo nelle strade di Piacenza.

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