La storia di Elisa, allevatrice di 27 anni: “Resistiamo, ma i guadagni sono inesistenti”

16 Agosto 2021

In uno scenario degno di un film di Olmi, sulle colline della Val Chero a Magnano di Carpaneto il tempo sembra essersi fermato. All’ombra della chiesa del borgo c’è una stalla “come una volta”. Piccolo mondo antico, uno spicchio di vita contadina refrattaria all’evoluzione tecnologica a tutti i costi, allo sfruttamento delle risorse, alla produttività contro natura. E la cosa più bella è che ogni mattina all’alba a mungere le vacche troviamo Elisa Biasini, 27 anni, allevatrice. Una scelta di vita non obbligata ma voluta, fatta di semplicità, rinunce e sacrifici, ma anche e soprattutto di passione, di amore per la propria terra, i propri animali, il proprio lavoro.

Dietro la chiesa di Magnano Elisa c’è nata nel 1994, suo fratello Pietro nel ’91, anche lui un lavoratore della terra, tra vigne, boschi, campi, rotoballe, una mano nella stalla (con l’immancabile presenza di papà Luigi) e tutto quello che c’è da fare ogni giorno. Sui trattori ci salgono da quando sono bambini. I primi ricordi? “Quando mi hanno insegnato a non essere bocciata a scuola – ride Elisa – con lo spauracchio di dover iniziare subito a lavorare. Certo, ho sempre raccolto i pomodori, fatto la legna nel bosco, attaccato i butti e legato i germogli delle viti, la cosa che tutt’ora mi pesa più fare, ma si fa”. Una vita appagante, ma non facile: “Siamo resistenti, andrò avanti finché potrò, anche se i guadagni sono inesistenti” – racconta la giovane.

 

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