Piacenza post Covid: 90 studenti da 20 nazioni per il workshop del Politecnico

31 Agosto 2021

Seconda edizione per il workshop Landscape Of[f] Limits che partirà oggi, martedì 31 agosto, intitolato “Piacenza post-Covid, Towards a more just, green and healthy future” – organizzato dal Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano con il supporto dall’Associazione Polipiacenza.

“Prospettive, forme e paesaggi della città post-pandemia” un tema complesso e stimolante quello scelto dalla Scuola di Architettura del Polo di Piacenza del Politecnico di Milano (e dal suo Master in Sustainable Architecture and Landscape Design) per
il tradizionale appuntamento con il workshop di progettazione architettonica e paesaggistica di inizio semestre autunnale.

“Piacenza è al centro delle sperimentazioni progettuali condotte dai nostri studenti – spiega la direttrice Sara Protasoni – Siamo convinti che nella fascia di territorio collocata tra Palazzo Farnese e il viadotto della A21 si sviluppano tante delle potenzialità della città. Dobbiamo occuparcene se vogliamo implementare significativamente la qualità dei paesaggi di Piacenza, cogliendo anche le
opportunità dei fondi che arriveranno grazie al PNRR. Tra i suoi tanti impatti la pandemia ci ha mostrato, ancora più chiaramente, l’importanza della continuità tra spazi e percorsi verdi, così come della disponibilità e accessibilità delle attrezzature collettive, sportive e per il tempo libero. Piacenza ha la possibilità di cogliere questa sfida, coinvolgendo in un grande e ambizioso progetto di trasformazione alcuni dei luoghi che le conferiscono maggiore identità, anche storica: dal Campo Daturi al Torrione Fodesta, dal Parco delle Mura al Laboratorio Pontieri. Costruendo anche un
rapporto diverso con le infrastrutture. La nostra iniziativa può contribuire ad iniziare questo percorso”.
Il workshop Piacenza post-Covid, Towards a more just, green and healthy future si propone così come un laboratorio di idee e visioni per la città del futuro, in un momento storico in cui ragionare di prospettive a medio e lungo termine sembra essere una necessità impellente. E in questo senso deve essere letta l’importante e prestigiosa partnership che il workshop LOL ha stabilito con UNHabitat,
l’Agenzia delle Nazioni Unite che dal 1978 si occupa di governare i processi di
urbanizzazione verso obiettivi di sostenibilità. Lo stesso titolo del workshop richiama il recentissimo dossier pubblicato da UN-Habitat e che prefigura modelli per le città e I territori del futuro, dopo l’esperienza della pandemia.
“Il lavoro degli studenti sarà guidato e supportato da una serie di interventi dei massimo esperti di UN-Habitat – spiega la professoressa Antonella Contin, tra le promotrici dell’iniziativa – E’ l’occasione per consolidare ulteriormente il ruolo del Campus piacentino del Politecnico di Milano come luogo di eccellenza nello studio delle questioni legate alle trasformazioni dei paesaggi contemporanei ma anche di confrontare alcune metodologie e indicatori, che sempre più verranno
utilizzati in futuro nelle politiche territoriali, con le esigenze locali di qualità delle trasformazioni stesse”.

Originariamente previsto in una modalità mista, il workshop ha dovuto adeguarsi alle normative vigenti di contrasto alla pandemia confermando anche per quest’anno la modalità di erogazione dell’offerta didattica a distanza, attraverso piattaforme informatiche, a partire dal sito https://landscapeofflimits.com, vetrina delle attività e dei risultati del workshop. Come dimostrato anche nella scorsa edizione, oltre che durante l’anno accademico, questa condizione non è una limitazione, ma invece un’opportunità ulteriore di sviluppare rapporti e Relazioni internazionali. Gli studenti che frequenteranno il workshop sono 90, selezionati attraverso un bando, espressione di venti diverse nazionalità. Lavoreranno in tre diversi Atelier di Progetto rispettivamente guidati da tre docenti/progettisti esterni di alto profilo e di grande esperienza: Lina Malfona (professoressa romana con cattedra a Pisa), Pedro Campos Costa (progettista portoghese di Lisbona) e Karim Nader (architetto libanese). Alla
conclusione del workshop intensivo, della durata di 10 giorni, ogni gruppo presenterà la propria visione per la Piacenza post-Covid, “Abbiamo scelto di collaborare con docenti ospiti per due motivi – prosegue Sara Protasoni – Perché possono offrirci una interpretazione dei luoghi di progetto diversa e alternativa, forse più fresca e
originale, non mediata da anni di ricerca su questi luoghi. In secondo luogo è un’opportunità che arrichisce il percorso formative dei nostril studenti. Per la loro carriera, il confronto con realtà e personalità diverse è fondamentale”.

 

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