Calano i contagi a Piacenza: “La curva rallenta”. In ospedale lo 0,8% dei positivi

26 Gennaio 2022

Calano i nuovi positivi da Covid: -11,3 per cento dal 17 al 23 gennaio, rispetto ai sette giorni precedenti. “Una lenta riduzione”, la definisce il direttore sanitario dell’Ausl di Piacenza, Guido Pedrazzini, che oggi ha fatto il punto sull’evoluzione della pandemia nel nostro territorio durante l’ultima settimana. “La curva epidemica si sta raffreddando – aggiunge – e l’incidenza dei contagi ogni centomila abitanti, a quota 1.934, è al di sotto di quella regionale e nazionale”.

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Nel dettaglio, dal 17 al 23 gennaio, a Piacenza i casi in più sono stati 5.494. Numeri enormi, certo, che però corrispondono anche a un’attività di diagnosi altrettanto intensa: “In una settimana, a livello locale sono stati eseguiti oltre 25mila tamponi da Covid. Si tratta di una crescita gigantesca rispetto ai 10mila di poco tempo fa – sottolinea Pedrazzini – i laboratori privati e pubblici hanno quasi triplicato il servizio”.

Se da una parte i contagi – in diminuzione – restano su un livello alto, dall’altra la situazione clinica non sembra allarmante. Da questo punto di vista, infatti, un “termometro” significativo è quello delle Usca, le squadre sanitarie inviate a domicilio: “Nell’arco di quattro settimane – illustra Pedrazzini – gli interventi delle equipe sono passati da 2.700 a circa 1.500 dal 17 al 23 gennaio”.

“Anche in pronto soccorso si registra un rallentamento degli accessi, che sono diventati in media 23 al giorno – prosegue il direttore sanitario dell’Ausl – l’ospedale, comunque, è sotto stress, tanto che 40 posti letto chirurgici sono stati destinati all’area medica. L’auspicio è che le condizioni continuino a migliorare”.

Ad oggi – altra nota importante – “a Piacenza il tasso di ospedalizzazione per Covid si attesta allo 0,8 per cento rispetto al numero di positivi”, e i sintomi sono “estremamente lievi”, mentre nelle terapie intensive “ci sono soprattutto le persone non vaccinate”.

RIMBALZO DI CONTAGI NELLE CRA – “Omicron, che rappresenta circa il 90 per cento dei casi a livello locale, infetta pure le persone con due o tre dosi di vaccino. E’ quanto risulta in maniera netta nelle Cra, a fronte dell’impennata di infezioni”. La scorsa settimana, le strutture per anziani nel nostro territorio hanno registrato 75 casi tra gli ospiti, “di cui solo quattro o cinque con sintomi significativi”, e 24 tra gli operatori in servizio.

DECESSI – Dal 17 al 23 gennaio i decessi per Covid sono stati 16 (mai così alti dallo scorso febbraio), “in prevalenza – chiosa Pedrazzini – persone con un’età media superiore agli ottant’anni e anziani con altre fragilità o patologie”.

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