A Borgonovo commemorato il carabiniere-partigiano Alberto Araldi

06 Febbraio 2022

Settantasette anni dopo la morte, i carabinieri del Comando provinciale hanno commemorato la memoria del brigadiere Alberto Araldi, fucilato a Piacenza il 6 febbraio 1945. Questa mattina al cimitero di Borgonovo, dove il militare riposa, si è svolta la cerimonia, con la deposizione di un cuscino di fiori sulla tomba.

L’Arma non dimentica, dunque, il sacrificio di Alberto Araldi, nato a Ziano il 18 gennaio 1912, che venne arrestato l’8 settembre 1943 e detenuto nel carcere di Parma, da cui però riuscì a fuggire, scegliendo allora di unirsi alle formazioni partigiane operanti in Val Trebbia e Val Luretta.
Era conosciuto dai piacentini come “Paolo” ed era il vice comandante della Divisione “Giustizia e Libertà”. Nel febbraio del 1944, mentre tentava di entrare a Piacenza per compiere un’ennesima azione, tradito, venne catturato e rinchiuso in carcere, dopo un anno venne fucilato nel locale cimitero. La sua storia personale si è intrecciata con la Resistenza partigiana e i percorsi della storia di quel periodo.

Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria:

“Patriota di grande fede e di purissime doti, coraggioso, indomito e valoroso comandante partigiano, guidava i propri uomini alle più ardite imprese dando con le sue epiche gesta, alle popolazioni atterrite dalla prepotenza e dai soprusi degli oppressori, la fede nel movimento partigiano. Dopo aver compiuto per sua iniziativa, azioni di leggendario valore, organizzava un audace piano per colpire uno dei maggiori responsabili delle ignominie e delle efferatezze. Catturato per vile delazione mentre si accingeva a compiere la missione, veniva condannato a morte ed affrontava con fierezza e serenità il plotone di esecuzione che col piombo fratricida troncava la sua balda esistenza. Cadeva al grido di “Viva l’Italia!”, esempio ed assertore di ogni eroismo. Piacenza, 6 febbraio 1945”.

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