Quasi 30 tonnellate di aiuti umanitari verso l’Ucraina. Il centro riapre sabato

21 Marzo 2022

Un tir con al suo interno più di 25 bancali di cibo, coperte e beni di prima necessità è partito alle 6.30 di stamattina con destinazione Rivne, città nell’Ucraina occidentale. Si sono occupati del carico del materiale i volontari di Anpas, “insieme ai rappresentanti della comunità ucraina e grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale e della polizia municipale” ha evidenziato il coordinatore provinciale di Anpas Paolo Rebecchi.

E’ il primo mezzo di queste dimensioni che dalla nostra città, grazie alla sinergia con l’associazione “Charity Foundation community of Rivne” viaggia verso le zone calde del conflitto. Impiegherà all’incirca ventiquattro ore per raggiungere Rivne che dista a 1.748 chilometri. Arrivato verso le 5 di fronte alle ex scuderie militari di piazza Cittadella, adibite in queste settimane a centro raccolta, il mezzo era atteso dai volontari e dalle donne ucraine pronte a caricarlo. In un’ora hanno messo sul bilico decine di bancali (già preparati nei giorni scorsi) per un totale di quasi trenta tonnellate di generi di prima necessità.

“Dobbiamo ringraziare i piacentini perché sono partiti più di venticinque bancali di cibo, coperte e materiale di cui necessitano le persone coinvolte da questa terribile guerra” ha spiegato Rebecchi, sottolineando che il centro di raccolta “resterà chiuso fino a venerdì per consentire al personale in servizio di riorganizzare la struttura per essere pronti a raccogliere le future donazioni”. Il centro riaprirà sabato, nel rispetto degli orari comunicati dall’associazione: tutti i giorni feriali dalle 18.00 alle 21.00, mentre il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00. “C’è assoluto bisogno di prodotti alimentari a lunga scadenza” ha ricordato R4ebecchi.

“La speranza è che questa mole di aiuti e solidarietà non servi più inseguito alla fine del conflitto – le parole di Rebecchi – ma fino ad allora saremo a disposizione della Prefettura di Piacenza e delle istituzioni a servizio dei profughi che scappano dalla guerra”.

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