A Piacenza 1.469 profughi. Informazioni in ucraino sul sito di Ausl e Regione

14 Aprile 2022

Secondo i dati rilasciate dalle Prefetture, sono 22.065 i profughi ucraini arrivati in Emilia-Romagna, di questi 1.911 sono ospitati all’interno della rete predisposta dai centri di accoglienza straordinaria (Cas). E’ quanto emerso dalla riunione del Comitato istituzionale regionale per l’emergenza Ucraina, organizzata in Prefettura a Rimini.

Alla riunione – convocata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, d’intesa con il Capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Prefetto Francesca Ferrandino – hanno partecipato anche la vicepresidente Elly Schlein, l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, il sottosegretario alla Presidenza della giunta, Davide Baruffi, il Prefetto di Rimini Giuseppe Forlenza, i prefetti e i sindaci delle città capoluogo, i presidenti di Provincia e i rappresentanti Anci e Upi Emilia-Romagna, del Comitato regionale del volontariato e del Forum Terzo settore.

Dei 22.065 profughi arrivati in Emilia-Romagna, 1.469 persone sono arrivate in provincia di Piacenza, di cui trentanove ospitate nella rete Cas. Sul sito della Regione presente la sezione con tutte le informazioni e la documentazione per l’accoglienza e l’assistenza sanitaria dei profughi, tradotta anche in lingua ucraina.

Informazioni in lingua sono anche presenti su tutti i siti web delle Aziende Usl.
A oggi, in Emilia-Romagna sono stati rilasciati 18.507 codici STP (Straniero temporaneamente presente), che consentono l’erogazione dell’assistenza sanitaria nei confronti degli stranieri privi di permesso di soggiorno.

Prosegue, inoltre, la raccolta fondi promossa dalla Regione Emilia-Romagna per l’assistenza e aiuti umanitari ai profughi. Chiunque può versare – indicando con chiarezza la causale “EMERGENZA UCRAINA” – al seguente Iban: IT69G0200802435000104428964. Dall’estero, codice Bic Swift: UNCRITM1BA2. Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna.

Anche la raccolta fondi promossa da Editoriale Libertà e Anpas va avanti:

 

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