Il fotoreporter Micalizzi: “Nell’inferno del Donbass per terminare il lavoro di Andy”

01 Giugno 2022

“L’Ucraina non era il mio territorio, ma sentivo di doverci andare per portare a termine il lavoro di Andy”. Gabriele Micalizzi, noto fotoreporter di guerra con base a Pianello, reduce da tre mesi trascorsi a documentare l’inferno del Donbass, si è raccontato agli studenti del liceo Volta.
Ospite in aula magna, di fronte ai ragazzi delle ultime classi, il 38enne fotoreporter ha raccontato cosa significa oggi essere un fotografo di guerra. Ancora prima ha raccontato da dove si alimenta quel “fuoco” che dal 2008, anno della sua prima missione in Afghanistan, lo porta ad essere sempre in prima linea.
Dalle primavere arabe del 2011, Tunisia ed Egitto, e poi ancora Palestina, Libia, Iraq, Micalizzi ha documentato i fronti più caldi del pianeta. In Ucraina, ha raccontato, ci è andato soprattutto per portare a termine la missione che il suo collega, Andy Rocchelli fotoreporter ucciso dai colpi di un mortaio nel maggio del 2014 a Sloviansk nella provincia separatista filorussa del Donbass, non è riuscito a completare.

 

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