Caldo sopra i 30 gradi, c’è chi va a dormire in auto fino al Penice. “Almeno si respira”

22 Luglio 2022

Uno spettacolare scatto notturno del Penice di Giacomo Turco

A Rivergaro non tira un filo d’aria, assurdo per le 23 passate, proprio lì dove chi abita sulle rive – si chiama così il quartiere nei pressi del fiume – non sa neppure cosa sia l’aria condizionata, perché un po’ di corrente c’è sempre tra le vie d’estate. C’è però una processione di auto in direzione Alta Valtrebbia. “Ma dove vanno?”, chiede qualcuno, pensando magari a un evento, un’iniziativa, una festa. “No, cerchiamo il fresco”, dice uno che è sceso dall’auto per annusare l’aria.

Un amico lo ha chiamato al telefono, lo avvisa, “Occhio che a Travo paese ci sono 30 gradi”, “Eh niente andremo ancora più in su”, gli risponde quello. Da Bobbio mentre si sale verso il Penice in effetti i gradi calano ed è così che in vetta si vedono le auto parcheggiate, la gente che scende pallida e cerca un foulard con cui coprirsi le spalle: “Incredibile, finalmente”. Dormono lì, in vetta, l’aria condizionata sparata in casa tutta la notte si è fatta per loro insopportabile.

A girare nei paesi si vede qualcuno che è steso sulla panca davanti a casa, nel cortile, nel giardino. C’è chi si è preoccupato. E in effetti l’altra notte i vigili del fuoco di Bobbio sono dovuti intervenire perché la gente, allarmata, li ha contattati vedendo qualcuno dormire in macchina. Pensavano stesse male, o tentasse un gesto estremo: invece no, era il caldo.

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