Addio a padre Muratori, missionario del dialogo vero in Estremo Oriente e Brasile

03 Agosto 2022

Padre Luigi Muratori negli anni ’50 in Brasile

Classe 1924, missionario da quando aveva 26 anni, tra i primi ad approdare nell’Estremo Oriente devastato e annichilito dalla bomba atomica, editore e anche traduttore, padre Luigi Muratori è morto nella sua casa di via Sopramuro domenica.

Nel testamento aveva chiesto che venisse data notizia della sua scomparsa a funerali avvenuti. L’ultimo addio all’instancabile missionario, che con 1200 giapponesi convertiti era approdato in Brasile per seguire il “vescovo delle favelas” Helder Carrara, è stato celebrato ieri in Duomo dal vescovo Adriano Cevolotto.

Fratello del comandante partigiano “Muro” e ordinato sacerdote dal beato Alfredo Ildefonso Schuster, a Milano ha diretto la casa editrice Emi (Editrice Missionaria Italiana) e il museo “Popoli e culture”. Collaboratore dell’Enciclopedia universale Rizzoli alla voce Estremo Oriente, padre Muratori ha ordinato la sezione nipponica delle raccolte numismatiche del Castello Sforzesco di Milano, curando la relativa mostra. Ha insegnato Fenomenologia della religione e Storia delle religioni non cristiane all’Istituto di scienze religiose di Parma e al Collegio Alberoni.

Il vicario generale don Giuseppe Basini, come ex alunno e confratello, sottolinea: “Don Luigi è stato un uomo intelligente, simpatico, culturalmente molto preparato, sempre attento al cammino della nostra chiesa diocesana. Come docente si è impegnato perché crescesse nei seminaristi e nei futuri sacerdoti lo spirito del Concilio Vaticano II, il desiderio di promuovere una Chiesa povera per i poveri, aperta al dialogo con le altre culture e religioni ma nello stesso tempo capace di custodire le proprie radici culturali e religiose. Ha saputo custodire un cuore giovane fino alla soglia dei cent’anni”. La sua poesia preferita era “If” di Kipling, che donava a chiunque lo andasse a trovare.

I ricordi raccolti da Elisa Malacalza oggi su Libertà

In Giappone

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