Bobbio Film Festival, la serata di Gianni Amelio e del suo “Hammamet”

27 Agosto 2021


Questa sera al Bobbio Film Festival, organizzato dalla Fondazione Fare Cinema presieduta da Marco Bellocchio e diretta da Paolo Pedrazzini, è arrivato Gianni Amelio con “Hammamet”, che racconta gli ultimi mesi di Bettino Craxi, esule in Tunisia: nella messa in scena della parabola finale della politica italiana di quegli anni mancava un ritratto del leader socialista, simbolo dell’Italia quinta potenza mondiale prima e del crollo della fiducia della gente (“la gente, dicono adesso, non il popolo”) nel sistema politico poi. Una storia che prende vita grazie all’interpretazione di Pierfrancesco Favino che è riuscito a sommare il proprio carisma di attore a quello del suo personaggio.

“Hammamet” ha con un impianto quasi teatrale, dove il protagonista si confronta, nella realtà o nel sogno, con le nuove e le vecchie generazioni, con i figli, con i colleghi, con l’amante, con i turisti che lo riconoscono, con il padre nella straniante sequenza onirica del pre-finale. Apre con il congresso delle elezioni bulgare, e poi arriva dritto in Tunisia a mostrarci un potente al tramonto, che si aggira nelle stanze e non trova pace, inquieto, sofferente e claudicante per il diabete, malato di cuore, bisognoso di cure, ancora pieno di orgoglio e poco incline al revisionismo.

“Ho pensato a un rapporto padre-figlia e al potere perduto e il riferimento é a Re Lear” – ha raccontato Amelio ai microfoni di Telelibertá – “Cordelia che ama disperatamente suo padre, suo padre che non capisce questo amore, che lo ostacola e lei gli che rimane vicino fino all’ultimo momento. Se non ci fosse stato questo elemento portante, ispiratore, io il film non l’avrei fatto”.

La fotogallery di Massimo Bersani

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