Acqua bene comune, “Bollette illegittime, i piacentini pagano il 20% in più”

01 Febbraio 2013

II referendum di giugno 2011 ha proclamato la vittoria dei cittadini che chiedevano lo stop alla remunerazione del capitale investito calcolato in bolletta e stabiliva il divieto di trarre profitti sull’acqua; ad affermarlo è il comitato Acqua bene comune che considera illegittima la tariffa che i piacentini hanno dovuto pagare dal luglio 2011 ad oggi.

“Il profitto dell’ente gestore corrisponderebbe al 7% dell’importo da pagare ma noi abbiamo calcolato che sulla bolletta dei piacentini pesa addirittura il 20%” hanno spiegato i membri del comitato che hanno sottoposto la questione alle amministrazioni locali. Le speranze di Acqua bene comune sono riposte nella riunione dell’Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti), comitato composto dai 48 sindaci piacentini, che si terrà l’11 di febbraio e che potrebbe stabilire, come già ipotizzato dal primo cittadino di Piacenza Paolo dosi, di creare una società pubblica a cui affidare il sevizio idrico.

Alla vigilia dell’incontro Acqua bene comune ha promosso un convegno nazionale, per sensibilizzare la popolazione su queste tematiche, che si terrà sabato 9 febbraio all’auditorium Sant’Ilario.

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