Camere di commercio, Cgil: “La politica trovi soluzione all’immobilismo”

12 Maggio 2022

“Per le Camere di Commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia non è possibile alcun investimento strategico, alcuna programmazione degna di questo nome e prospettiva paradossale è quella della morte per inedia” non utilizzano giri di parole i rappresentanti delle delle Cgil dell tre città vicine nel definire uno scenario nel quale a perdere “sono i lavoratori, ma anche i soggetti a cui l’ente camerale si rivolge con difficoltà quotidiane nel far fronte all’erogazione di servizi pubblici fondamentali per le imprese e i territori”.

“La Cgil di Piacenza, di Parma e di Reggio Emilia – si attinge dalla nota stampa – non intendono posizionarsi a favore di questo o di quel fronte, ma richiamano la politica alla responsabilità di decidere e procedere, tutto questo mentre in atto a Piacenza e a Parma c’è una vigorosa campagna elettorale per l’elezione del Sindaco. Auspichiamo che, anche da questa presa di posizione, si trovi una svolta ed una soluzione all’immobilismo”.

Nel caso di Piacenza, la più piccola delle tre Camere, è stato lo stesso Commissario straordinario, subentrato alla scadenza degli organi statutari, a lanciare un grido di allarme nei confronti di categorie economiche e parti sociali rispetto ad una situazione operativamente non più sostenibile. “A quasi sei anni di distanza, in un contesto che a livello nazionale ha visto un fitto e discordante susseguirsi di ricorsi, pronunce e pareri rispetto alla correttezza e all’opportunità delle fusioni, sembra chiaro che la strada sia tracciata e che da parte del Governo vi sia determinazione a non modificare la normativa e da parte della Regione ad applicarla per quanto di competenza. Non è un segreto che sul fronte delle prerogative territoriali di rappresentatività e di definizione delle strutture e degli organigrammi si sia consumato e continui un confronto di poteri e interessi che non ha trovato – ad oggi – ancora una sintesi” scrive la confederazione. Un processo che non ha mancato di evidenziare “fragilità in ordine alla condivisione da parte dei territori e che lo stesso sindacato ha più volte rimarcato”.

La Cgil, sia sul fronte della confederazione che della categoria Funzione Pubblica “non entra nel merito del confronto tra posizioni e delle conflittualità tra diversi interessi in campo, pur tuttavia non può esimersi da rimarcare – nel silenzio assordante della politica – le gravi carenze che si stanno determinando sul fronte del lavoro e dei territori di Piacenza, Parma e Reggio Emilia”.

In particolare, la categoria Funzione Pubblica denuncia “l’inadeguatezza degli organici, nei quali da anni ogni assunzione è bloccata dalla normativa fino al compimento degli accorpamenti che indebolisce e in alcuni casi mette a rischio la stessa erogazione dei servizi. L’età media dei dipendenti è elevatissima in tutte e tre le camere di commercio, i pensionamenti non trovano sostituzione e, almeno nel caso della Camera di Commercio di Piacenza, alcuni uffici fondamentali rischiano di rimanere scoperti in quanto presidiati da una sola figura”.

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