L’acqua in bottiglia consuma 3.500 volte più risorse di quella a rubinetto

16 Agosto 2021

In breve:

  • L’acqua in bottiglia di plastica consuma 3.500 volte più risorse economiche rispetto all’acqua corrente di pari volume
  • La questione però non è così semplice
  • Lo studio si limita all’analisi dei dati provenienti da Barcellona e da realtà limitrofe
  • Il passaggio dall’acqua in plastica all’acqua corrente porterebbe benefici per l’ambiente ma anche a conseguenze per la salute dei consumatori, dice lo studio

Una bottiglia d’acqua di plastica consuma 3.500 volte le risorse economiche dell’acqua corrente di pari volume. Ecco la notizia rilanciata la scorsa settimana dai principali media che, ad un primo sguardo, parrebbe condannare il consumo di acqua minerale “da supermercato”. Il dato è contenuto in una ricerca pubblicata dal Barcelona institute for global health (ISGblobal) che però riporta anche tante altre cifre e considerazioni. Anzitutto bisogna precisare che lo studio riguarda unicamente la città di Barcellona e alcune altre piccole realtà limitrofe e pertanto non pretende di avere carattere generale. Il documento inoltre non è incentrato sul consumo di risorse delle bottiglie di plastica, quanto sul rapporto costi-benefici per l’ambiente e la salute dell’uomo nel consumare acqua dal rubinetto oppure da bottiglie di plastica. Alcune rilevazioni sono in parte sconvolgenti, ma è meglio andare con ordine.

La notizia in poche righe (ma non è tutto così semplice)

Tra il consumo di sola acqua corrente e quello di sola acqua imbottigliata si registra un aumento di 1.400 volte del numero di specie perse ogni anno e un consumo delle risorse economiche superiore di 3.500 volte. L’impatto economico del consumo delle bottiglie di plastica è da attribuire principalmente all’alto impiego di materiali, per il packaging, e all’energia elettrica necessaria per la produzione delle bottiglie.

L’acqua in bottiglia ha un impatto devastante sull’ambiente

L’acqua in bottiglia ha un impatto ambientale decisamente più elevato rispetto a quello dell’acqua del rubinetto. Una constatazione che potrebbe apparire come ovvia, vista la necessità di fabbricare le bottiglie di plastica e confezionarle. Sono le proporzioni calcolate dallo studio però ad impressionare. Stando alla ricerca in questione l’impatto ambientale della produzione di acqua imbottigliata è dalle 500 alle 50mila volte più alto rispetto all’acqua del rubinetto, a seconda delle zone geografiche della Catalogna e le categorie analizzate. Stando alle stime dello studio, in uno scenario in cui l’intera popolazione beve unicamente acqua in bottiglia di plastica ogni anno andrebbero perdute in media 1,43 specie animali. Questo a causa dell’impatto della produzione delle bottiglie e del processo di produzione della plastica. C’è poi da considerare i costi di estrazione delle materie prime, che sarebbero quasi integralmente azzerati nel caso di consumo dell’acqua del rubinetto. Rispetto allo scenario attuale in cui il 26,1% beve acqua corrente, il 16% acqua filtrata e il 57,9% acqua in bottiglia si tratta di qualcosa come 24mila dollari risparmiati ogni anno per la città di Barcellona, con un contributo da parte di ogni cittadino di “soli” 0,02 centesimi. Tutt’altra storia nel caso (puramente accademico) della totale transizione all’acqua in bottiglia. In questo scenario il costo annuale delle materie prime volerebbe a 83,9 milioni di dollari.

La transizione all’acqua del rubinetto potrebbe però causare problemi di salute

La parte meno citata dello studio, nella quale gli stessi autori tendono ad avvisare riguardo la difficoltà nelle stime, è quella relativa all’impatto diretto sulla salute dei consumatori in caso di totale transizione al consumo dell’acqua da rubinetto, specialmente per quanto riguarda patologie legate al cancro e alle vie urinarie. Ebbene, stando alle tabelle contenute nel rapporto il passaggio dalle attuali preferenze di consumo dell’acqua a Barcellona (miste) a quelle che prevedono unicamente il consumo di acqua del rubinetto, porterebbe l’attesa di vita corretta per disabilità da 103,9 a 341,8 anni (aggregata per l’intera popolazione di Barcellona). Un passaggio invece al consumo di sola acqua in bottiglia di plastica porterebbe questa misura a 2,4 anni. Un impatto apparentemente devastante, anche se da diluire su una popolazione di oltre un milione e mezzo di abitanti. Ma cosa significa questa misura? L’attesa di vita corretta per disabilità, in inglese “Daly”, misura la gravità di una malattia. Per la precisione riporta il numero di anni vissuti con malattia o disabilità più gli anni di vita persi per morte precoce rispetto all’aspettativa di vita media. Gli studiosi sottolineano che in questo caso la quantificazione della Daly costituisce un aspetto secondario, non in termini sanitari, ma più semplicemente perché il suo calcolo è legato a pesanti incertezze “inclusa la mancanza di dati certi sulla fetta di popolazione esposta e la mancanza di documentazione relativa alle potenziali sostanze tossiche inserite nel modello”. Insomma questo calcolo va considerato solo in termini indicativi, ma permette comunque di comprendere quanta differenza possa fare il consumo dell’acqua del rubinetto con o senza un filtro corretto e funzionante: nel primo caso l’intera popolazione di Barcellona sommata perderebbe 341,8 anni di vita e di vita in salute mentre nel secondo “soli” 39,4 anni complessivi.

Incentivare la transizione solo dove si è certi che l’acqua corrente sia pulita

“I nostri risultati supportano la tesi secondo cui il consumo di acqua in bottiglia si dovrebbe ridurre in condizioni in cui l’acqua potabile pubblica è sicura. Nell’Unione europea, la nuova direttiva sull’acqua potabile punta a ridurre il consumo di plastica per bottiglie accrescendo la fiducia e potenziando l’accesso all’acqua corrente del rubinetto per soddisfare il bisogno di acqua. Conoscere le ragioni che influenzano le preferenze di consumo dell’acqua e le scelte personali è necessario per progettare e ipotizzare interventi a riguardo”, scrivono gli esperti. “Una delle spiegazioni principali del consumo dell’acqua in bottiglia è la percezione di una bassa qualità dell’acqua corrente. La percezione del rischio nel bere l’acqua è influenzata dalle caratteristiche organolettiche (soprattutto il gusto), le informazioni riguardo la presenza di sostanze chimiche, passati problemi di salute e fiducia nei fornitori d’acqua pubblica”.

Le conclusioni dello studio

“Lo scenario in cui tutta la popolazione di Barcellona consuma acqua del rubinetto porta all’impatto inferiore sugli ecosistemi, sulle risorse e sulla salute, mentre lo scenario in cui l’intera popolazione beve acqua in bottiglia porta agli impatti più elevati in termine di costo per la produzione dell’acqua”, recita lo studio. Non solo, nelle conclusioni si legge che “I nostri risultati suggeriscono che i guadagni in termini di sostenibilità dal consumo di acqua da una fonte pubblica rispetto all’acqua in bottiglia superano di gran lunga i guadagni in termini di salute per l’uomo derivanti dal consumo di acqua in bottiglia, a Barcellona”. Una conclusione forte, nella quale però non bisogna tralasciare la condizione necessaria per poter consumare solo acqua corrente, ovvero che la sua qualità e salubrità sia massima e sempre garantita.

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