Le riserve di gas per l’inverno si stanno svuotando rapidamente

30 Novembre 2021

L’Europa ha consumato in circa quaranta giorni un ottavo di tutte le proprie riserve di gas. Un valore superiore rispetto a quello degli ultimi anni. Il problema è che già all’inizio dell’autunno le scorte di gas erano ben sotto il livello di guardia: di questo passo potrebbero esserci problemi nel superare l’inverno. L’Italia, grazie alle proprie riserve strategiche, se la passa un po’ meglio.

Un problema prevedibile che però, adesso, sta diventando terribilmente reale. Le scorte di gas naturale europee si stanno esaurendo. Anzi, sarebbe meglio dire “consumando” ad un ritmo più elevato rispetto alla media degli ultimi anni. Il che non sarebbe un problema se all’inizio della stagione fredda si fossero fatti i “compiti a casa”, riempiendo i serbatoi. La crisi delle materie prime e la tensione estiva sui mercati però non hanno permesso di farlo, aprendo così a mesi complicati in cui sperare non faccia troppo freddo. Perché l’Europa non se lo po’ permettere (l’Italia un po’ di più). Ecco i fatti.

Le scorte di gas si stanno esaurendo (rapidamente)

L’inverno è appena cominciato, le riserve di gas dell’Europa erano ai minimi storici e stanno scendendo ad una velocità superiore alla media. Non esattamente un quadro positivo all’inizio della stagione fredda. Stando al database AGSI che traccia quotidianamente il livello delle riserve di gas naturale per ciascun Paese europeo, la quantità di “metano” nelle disponibilità del continente europeo è passata da un picco di circa il 77% della capacità totale lo scorso 20 ottobre al 69,9% del 27 novembre. Una caduta di oltre il 7% in meno di quaranta giorni e ad un livello relativamente allarmante e ben inferiore a quello a cui i singoli Stati erano abituati nell’ultimo decennio.

Nel 2020, ad esempio, il 20 ottobre le scorte erano a quasi il 95%, scese all’89,7% il 27 novembre 2020 (circa 5% in meno). Per trovare una riduzione così repentina delle riserve bisogna tornare al 2016, quando il 20 ottobre le scorte si trovavano al 90,4%, per poi ritrovarsi all’81,7% il 27 novembre (circa il 10% in meno). Il tutto dipende dalla domanda delle imprese e delle famiglie, dalla temperatura media, dagli eventi atmosferici e dalla capacità di generare o meno energia elettrica con fonti alternative ai combustibili fossili.

“Un grafico che mostra come, fatto 100 il livello delle riserve di gas all’inizio della stagione fredda, nel 2021 i Paesi europei stiano consumando le già esigue scorte di metano più velocemente rispetto agli scorsi anni”

L’Italia se la passa meglio, essendo partita con un livello di scorte di gas ben superiore a quello della media dei restanti Paesi europei (per una tradizionale propensione alla precauzione e alla cautela sul fronte delle riserve strategiche). Le riserve di gas italiane sono scese dall’87,7% del 26 ottobre all’80% del 27 novembre. Anche in questo caso una delle cadute più rapide degli ultimi anni, che portano alcune preoccupazioni anche per quanto riguarda il nostro Paese: le riserve di gas naturale dovranno bastare, come ogni anno, fino al prossimo marzo.

Il 14 dicembre il tema delle scorte comuni europee

La Commissione europea continua a discutere dello spinoso tema delle scorte comune di gas naturale. Da mesi a Bruxelles si sta parlando della creazione di una riserva comune tra i paesi dell’Unione europea per approvvigionarsi di gas naturale con contratti a livello comunitario o, comunque, tramite una collaborazione tra più Stati. Il prossimo 14 dicembre si dovrebbe intravedere sui tavoli delle trattative un primo testo della legge chiamata a delineare questa eventualità.

“Ogni anno i Paesi europei accumulano gas durante la primavera e l’estate per soddisfare la domanda autunnale e invernale. Si viene a formare un ciclo di “carico” e “scarico” delle riserve che nel 2021 si è inceppato a causa della crisi delle materie prime. Il divario tra l’anno in corso e i precedenti è palpabile”

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