I rifiuti da mascherine sono aumentati ottantaquattro volte dopo la pandemia

14 Dicembre 2021

Se prima le mascherine rappresentavano meno dello 0,01% dei rifiuti totali, dopo la pandemia hanno raggiunto lo 0,84%: lo studio pubblicato su Nature che stima l’aumento del consumo di mascherine, guanti e salviette nel 2020

Con la pandemia si è registrato un boom dei rifiuti legati ai dispositivi anti-contagio. Lo sostiene uno studio dell’Università di Portsmouth pubblicato sulla rivista Nature, secondo cui il volume di mascherine, guanti e salviette monouso tra marzo e ottobre 2020 sia aumentato di oltre ottanta volte. Un tema destinato a far discutere e che rappresenta una delle conseguenze del cambiamento delle abitudini dei cittadini in tempo di pandemia.

Un incremento dei rifiuti del 9.000%

Con lo scoppio della pandemia mascherine, guanti e salviette monouso sono diventate parte integrante della quotidianità dei cittadini di tutto il mondo. Trattandosi di beni monouso, però, dopo la loro breve vita sono destinati ad essere gettati nei rifiuti, incrementandone il volume e la proporzione sul totale. Le mascherine ovviamente guidano questa dinamica: dall’annuncio dell’emergenza pandemica i ricercatori hanno stimato che il loro consumo sia aumentato di ben 84 volte, facendo registrare un aumento percentuale stimabile in +9.000%. Basti pensare che prima della pandemia i rifiuti legati all’utilizzo di mascherine monouso rappresentavano una fetta inferiore allo 0,01% del totale, passate dopo la pandemia allo 0,84% complessivo. Tradotto, quasi una unità di rifiuti su cento è riconducibile alle mascherine monouso utilizzate per limitare il contagio.

In ogni Paese una situazione differente

I ricercatori sottolineano come in ciascun Paese siano state introdotte politiche differenti per affrontare la pandemia, quindi anche le abitudini dei cittadini sono state influenzate in maniera diversa. Il Regno Unito, nonostante un iniziale approccio poco restrittivo, ha visto crescere la quantità di mascherine all’interno dei rifiuti fino a superare il 5% complessivo tra agosto e ottobre 2020, mentre guanti e salviette si sono attestate sull’1,5%. Nei Paesi bassi invece la proporzione di mascherine, guanti e salviette non ha mai superato l’1% (tolti i guanti che hanno costituito fino il 3% di aprile 2020).

Guardando i grafici contenuti all’interno dello studio i Paesi che più hanno registrato un incremento dei rifiuti – per così dire – “sanitari” sono stati proprio il Regno Unito, Francia (con un 3% di rifiuti costituiti da mascherine), ma anche il Canada e il Belgio. Sul Regno Unito una nota a margine: l’incremento del volume di salviette monouso gettate nella spazzatura aveva registrato un aumento prima della dichiarazione di emergenza sanitaria da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Italia non è purtroppo stata inserita all’interno delle analisi, quindi non è possibile confrontare direttamente i dati.

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