Così il governo penalizza le rinnovabili (per contrastare il caro bollette)

25 Gennaio 2022

Il meccanismo di compensazione istituito dal governo colpisce direttamente i produttori di energia rinnovabile che negli ultimi mesi, a parità di costi, vendono corrente elettrica a prezzi record a causa dell’impennata del gas naturale

Un contributo sui produttori di energia rinnovabile che stanno beneficiando dell’impennata dei prezzi di energia. Il governo ha deciso di introdurre un meccanismo di compensazione per racimolare risorse da destinare al caro prezzi. Il problema? Penalizza le fonti rinnovabili. Ecco perché.

Un “meccanismo di compensazione”

Il governo ha deciso di introdurre un meccanismo di tassazione per gli extraprofitti dei produttori di energia rinnovabile. Cosa s’intende per extraprofitti? Sono tutti quei guadagni dei produttori di energia elettrica con fotovoltaico ed eolico (ad esempio) che in questi mesi hanno venduto corrente elettrica al sistema a prezzi eccezionalmente elevati. Essendo le quotazioni del mercato dell’energia estremamente più alti rispetto agli anni scorsi, questi produttori stanno generando notevoli utili vendendo energia per valori ben più superiori rispetto ai costi di gestione e manutenzione.

Perché solo le rinnovabili hanno extraprofitti

Il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica funziona tramite le aste marginali. Si partecipa all’asta e si avanza una offerta: l’energia viene venduta ai migliori offerenti che pagheranno tutti (nessuno escluso) il prezzo più alto formatosi all’asta. Il prezzo più alto corrisponde all’energia generata tramite centrali termoelettriche a gas naturale (quantomeno in Italia e Francia). Ciò significa che l’impennata dell’energia elettrica è causato in primis da un aumento del prezzo del gas naturale che, a sua volta, trascina verso l’alto il prezzo al quale tutti i produttori venderanno la propria energia.

I margini delle centrali termoelettriche sono quindi risicati (perché vendono energia sopportando pesanti costi per il gas naturale) mentre quelli delle fonti rinnovabili (slegate dall’andamento del gas naturale) si sono trovate a beneficiare di ingenti margini. Il governo ha deciso di aggredire proprio questi “extraprofitti”, chiedendo un sacrificio ai produttori di energie rinnovabili.

Come funzionerà

Tra il primo febbraio 2022 e il 31 dicembre 2022 il Gestore dei servizi energetici (GSE) calcolerà quanto sono più alti i prezzi dell’energia attuali rispetto a quelli medi degli scorsi anni dell’energia prodotta da impianti solari, eolici, idroelettrici e geotermico. Questi produttori si troveranno a versare una differenza sui profitti, che verrà poi utilizzata dal governo per contenere gli aumenti in bolletta. Una sorta di contributo di solidarietà da parte di chi produce energia pulita, in quanto “eccessivamente” favorito da un meccanismo d’asta ancora legato ai combustibili fossili. Un ragionamento apparentemente contradditorio, eppure alla base del provvedimento.

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