Colpo da novanta per la Piacenza Pallanuoto: preso il centroboa Matteo Lombella

05 Ottobre 2020

l’Everest Piacenza Pallanuoto 2018 segna un altro importante colpo di mercato e porta nei propri ranghi un giovane giocatore con una notevole esperienza; è Matteo Lombella, classe ’93, centroboa. Fisico massiccio e carattere di ferro, ha giocato tra l’altro tre anni a Savona in A1; con lui la squadra fa un netto salto qualitativo. Matteo Lombella arriva non solo per dare ulteriore tono alla squadra di serie B ma sarà anche allenatore delle squadre giovanili. La storia sportiva di Lombella ricalca quella di tanti giocatori, comincia a 10 anni nel Nuoto Club Milano, a 13 anni esordisce in promozione; a 16 anni a Vigevano fa l’esordio in serie B con cui l’anno successivo conquista la promozione in A2 e vince l’under 17 regionale. Poi a Savona vince l’under 20 e fa 3 campionati di A1. Allena al Nuoto Club Milano creando da zero un’ottimo settore giovanile poi a Pavia porta l’under 13 alle Final Four.

Arriva alla corte del presidente Gatti per la chiamata di Vincenzo Di Grande, il nuovo allenatore di Piacenza Pallanuoto 2018, e dice: “Sono molto motivato, voglio portare esperienza e far crescere il gruppo. Nei primi allenamenti ho avuto un’ottima impressione del gruppo nel quale giocherò, è ottimo, devo ancora conoscere bene tutti, ma qualcuno dei miei compagni ha delle qualità interessanti. L’ambiente mi piace perché ama la pallanuoto. Il gruppo dirigenziale è costituito da persone disponibili con il quale è facile intendersi”. Ci racconta che il soprannome che lo accompagna da anni è Piombo, insomma forte come metallo. I futuri compagni, Bezic e Puglisi li conosce di fama, e dice di essere molto soddisfatto di poter giocare con loro. Le sue doti di attaccante sono il tiro improvviso e la rovesciata. Gli chiediamo cosa ne pensa delle nuove regole e lui comincia rispondendo con un sorriso ironico e dice: “Ad esempio l’alzo e tiro dai 5 metri rovinerà il gioco; gli allenatori passeranno più tempo ad insegnare il tiro piuttosto che il gioco. Sarebbe meglio fare regole che favoriscano il gioco e il movimento”.

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