Il caso della giovane arbitro contestata arriva al ministro, Spadafora risponde

28 Novembre 2020


“Abbiamo letto con attenzione e concordiamo sulla necessità di dover agire per promuovere lo sport inclusivo, privo di razzismo e bullismo”.

Si tratta di uno dei passaggi della lettera con la quale il ministro dello Sport Roberto Spadafora ha risposto alla missiva dell’insegnante piacentino Roberto Lovattini che, nei giorni scorsi, ha portato all’attenzione del componente del governo Conte la vicenda della ragazza-arbitro finita al centro di un caso di scarsa sportività e che costò sei giornate di squalifica ad un allenatore di casa nostra. La giovane direttrice di gara, che un anno prima fu oggetto di insulti sessisti da parte di una mamma in tribuna al campo di Cortemaggiore, dopo aver mostrato il cartellino rosso al tecnico incassò il rifiuto del mister ad abbandonare il terreno di gioco. Il tutto in un clima di forte tensione che portò alle lacrime l’arbitro al termine del primo tempo tra Folgore e Gossolengo Pittolo del campionato Allievi.

“Si deve cercare di costruire una nuova cultura sportiva – ha detto ieri Lovattini, da sempre impegnato su questo fronte -. La cosa che più colpisce è l’indifferenza da parte di coloro che assistono a certi episodi poco edificanti sui campi da calcio, ma nello sport giovanile in genere. Credo che sia compito di tutti cercare di tornare ad essere esempi per i nostri ragazzi e l’unico modo per riuscirci è dar vita ad un dialogo. Per questo ho scritto al ministro, ma anche al presidente della Figc Gabrile Gravina”.

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