Scuole chiuse, mamme nello sconforto: "I nostri figli sono disorientati"
Redazione Online
|4 anni fa

Prima di collegarsi in video-lezione con i suoi compagni di classe, ieri mattina il figlio di 7 anni si è lasciato andare a uno sfogo tanto innocente quanto emblematico: “Non sono contento, rivoglio i miei amici veri”. Lo racconta la mamma Marianna Epifani, che non ha dubbi: “La scuola deve riaprire, perché è un luogo sicuro. Gli studenti rispettano le regole anti-Covid”. Durante questi primi giorni di zona rossa, in cui tutte le attività didattiche si svolgono a distanza (fatta eccezione per gli alunni disabili o con bisogni educativi speciali), Epifani è una delle madri piacentine disorientate. Nel caos. “Ho due figli di sette e tre anni – spiega Marianna, docente di professione – la scuola non può e non deve passare attraverso un monitor. All’inizio delle lezioni online il mio bambino è diventato scuro in volto, mentre suo fratello faceva i capricci in soggiorno. Ed è davvero difficile, nel frattempo, essere madre e lavoratrice a metà”.
Patrizia Molinelli ha una figlia di sei anni, iscritta alla classe prima della scuola elementare di Castel San Giovanni: “Sono una mamma in smart working, lavoro tra le mura di casa e intanto la mia bimba segue le lezioni a distanza. Ma non è facile, spesso non riesce a capire come svolgere i compiti assegnati dalla maestra, altre volte i collegamenti sono caotici, qualcuno non spegne il microfono e gli alunni sono soli davanti a uno schermo. Mia figlia piange”.
Anche Debora Bolzoni, oss in servizio nella casa di cura Piacenza, si è trovata costretta a gestire tre figli – 15, 12 e due anni – sotto lo stesso tetto, in didattica a distanza. Dall’oggi al domani, in zona rossa, con uno scarso preavviso. “La chiusura delle scuole mi ha gettato nello sconforto – dice Bolzoni – l’organizzazione della vita è più complicata, da una parte ci sono due adolescenti collegati con le lezioni online e dall’altra una bambina piccola che cerca la loro attenzione. Le famiglie vivono l’ennesimo sacrificio”.
Su Facebook alcuni genitori hanno fondato il gruppo “Priorità alla scuola – Piacenza”, in cui si denuncia l’ostacolo rappresentato dalla sospensione delle attività didattiche in presenza: non solo dal punto di vista della gestione quotidiana per le mamme e i papà, ma anche dell’impatto psicologico sugli alunni. Molti genitori hanno dovuto cercare qualcuno disposto a prendersi cura dei propri figli, mentre loro escono di casa per andare al lavoro. “Il sostegno fondamentale – aggiunge un’altra piacentina – arriva dai nonni, la categoria più fragile nella pandemia da Covid, ma ancora una volta in campo per fare la differenza”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Ennesima serranda abbassata, Moglio lascia il Corso e si trasferisce
2.
Sui rifiuti Tarasconi bacchetta Iren: «Inaccettabile. Gli svuotamenti di gennaio non finiscano in bolletta»
3.
Rifiuti indistinti, i dubbi sullo scarico Iren: «C'è l'antenna "cattura" bidone»
4.
Avvistato l'ibis sacro a Fiorenzuola «ma non è una bella notizia»

