Provincia

Atlantis chiude a Gropparello: “Stabilimento non competitivo”

30 ottobre 2012

AGGIORNAMENTO DELLE 18.00
“Lo stabilimento di Gropparello, in provincia di Piacenza, non è più competitivo sul mercato mondiale”. Lo ha dichiarato il presidente del gruppo, Paolo Vitelli, che ha disegnato il futuro della società nautica. Programmi ambiziosi, in cui però non rientrano la fabbrica piacentina e i suoi 200 lavoratori. L’azienda ha annunciato l’intenzione di “riportare in Italia la produzione delle imbarcazioni entry level, ora in Turchia. Lo yacht è l’oggetto del desiderio, un sogno, un mito – ha aggiunto Vitelli – e noi vogliamo vedere questo sogno realizzato in Italia. Per raggiungere questo obiettivo e aumentare la produttività dovremo però ridurre i costi di struttura, accorciare la catena di comando, fare a meno nel breve periodo di alcune risorse professionali”. Per questo motivo è stato deciso di chiudere lo stabilimento di Sariano di Gropparello.
Intanto, i duecento lavoratori di Atlantis hanno confermato la protesta ai cancelli dell’azienda, giovedì mattina dalle 7.45. «Perché solo Piacenza deve pagare questo tributo? Nessun altra provincia viene penalizzata dal gruppo come la nostra – dice Floriano Zorzella della Filctem-Cgil – e questo territorio ha già sofferto a sufficienza. Lo scorso anno i lavoratori hanno affrontato due procedure di mobilità pesantissime». Con i dipendenti si schiera anche l’amministrazione comunale di Gropparello: «La decisione di Atlantis, per Gropparello –  afferma il sindaco Claudio Ghittoni – si tradurrà in un disastro, un colpo incredibile. Non credevo si arrivasse nel giro di poco tempo a una comunicazione tanto radicale. Avremmo sperato in una contrattazione, che coinvolgesse anche il territorio».

L’ASSESSORE PAPARO: “PESSIMA NOTIZIA” – LA DEPUTATA DE MICHELI: “L’AZIENDA CI RIPENSI”
Sulla annunciata chiusura a fine anno della Atlantis di Sariano di Gropparello interviene l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Andrea Paparo: “L’annuncio dello stop arriva come un fulmine a ciel sereno. Una scelta così radicale ci coglie di sorpresa nonostante siano note le difficoltà del settore. Ritengo sia necessario approfondire il piano di ristrutturazione del gruppo a livello nazionale per capire se sia possibile ragionare su alternative che non impoveriscano in maniera così drammatica parte del nostro territorio. Riteniamo utile un confronto con le parti, se necessario anche in sede provinciale, per comprendere con chiarezza qual è la situazione dell’azienda, quali le difficoltà che sta attraversando e quali soluzioni vengono proposte. Occorre a questo punto ragionare in un’ottica non solo locale ma nazionale. Auspico che istituzioni, parti sociali e proprietà riescano ad individuare una strada differente, peraltro chiesta a gran voce dagli stessi lavoratori”.
Presa di posizione anche della deputata piacentina del Pd, Paola De Micheli: “E’ necessario che le istituzioni del territorio piacentino agiscano unite per convincere il gruppo Atlantis a rivedere la scelta di abbandonare il sito produttivo di Gropparello. E’ necessario trovare una soluzione con la proprietà per scongiurare la perdita di un insediamento industriale così importante. E’ impensabile che un’azienda storica del territorio chiuda i battenti dalla mattina alla sera dopo un semplice annuncio. Di fronte alle dichiarazioni dei vertici del gruppo e alla volontà di ridimensionamento, è necessario intavolare una trattativa sul piano nazionale per conoscere a pieno il piano di ristrutturazione aziendale prospettato e capire se esistono spazi per salvaguardare almeno in parte la realtà produttiva piacentina. Per questo ho informato della situazione il segretario nazionale Pierluigi Bersani e mi farò portatrice della richiesta delle organizzazioni dei lavoratori di aprire un tavolo di confronto nazionale, con il coinvolgimento del ministero delle Attività produttive”.

AGGIORNAMENTO DELLE 12.50
“Noi non ce ne andiamo”. Così i circa duecento lavoratori dello stabilimento Atlantis di Sariano di Gropparello, al termine dell’assemblea durissima di questa mattina con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Agli operai e al personale amministrativo è stato annunciato venerdì che la realtà produttiva, parte del gruppo Azimut Benetti, uno dei più importanti al mondo nel settore navale specializzato negli yacht di lusso, chiuderà il 31 dicembre. I lavoratori hanno dichiarato lo stato di agitazione, chiedono la convocazione di un tavolo nazionale (l’azienda conta stabilimenti non solo in Emilia-Romagna, ma anche in Piemonte e Toscana) e di un intervento al Ministero. Forse, giovedì mattina sarà organizzato uno sciopero, con presidio davanti ai cancelli, ma i dettagli restano da confermare. Confindustria ha definito la decisione dei vertici Atlantis, arrivata da Torino, un “fulmine a ciel sereno”.

NOTIZIA DELLE 8.30
Atlantis di Sariano di Gropparello, del gruppo Azimut Benetti, chiude. La crisi del settore non lascia scampo, dunque, all’azienda nautica che conta circa 200 dipendenti. Una notizia pesante per l’economia piacentina. Ieri si è tenuto in Confindustria un incontro tra Rsu e il management della società che ha comunicato per voce dell’amministratore delegato di Azimut Yachts e Atlantis, Paolo Casani,  la chiusura dello stabilimento entro fine anno. I sindacati, che erano stati avvertiti sul finire della scorsa settimana, questa mattina si riuniranno in assemblea nello stabilimento di Gropparello e spiegheranno ai lavoratori la situazione. Si vaglieranno le possibili finestre – ammortizzatori sociali – ma l’intenzione dei rappresentanti dei lavoratori sembra quella di insistere per evitare che si giunga alla chiusura dello stabilimento, che comporterebbe anche pesanti ricadute sull’indotto. L’azienda ha fatto sapere che la chiusura rientra in un piano di “due-diligence”, un’operazione che il gruppo Azimut Benetti – il più grande gruppo privato mondiale – sta conducendo su tutte le sue aree industriali, per una rivalutazione dei siti produttivi, puntando sulla massima efficienza.

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