Situazione difficile per gli agriturismi. “Continuano le disdette e aumentano i costi”

28 Gennaio 2022 05:13

Permangono le difficoltà legate all’emergenza sanitaria. E’ quanto traspare dalle parole di Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia-Romagna: “Non è una chiusura imposta dallo Stato, ma un mix di fattori che spingono l’imprenditore a sospendere l’attività fino a data da destinarsi, per limitare il danno economico, malgrado non siano previste misure specifiche a favore di chi si trova in difficoltà”.

Agriturist Emilia-Romagna rappresenta gli agriturismi associati a Confagricoltura. Bisagni descrive la situazione attuale come “una fotocopia dello scorso gennaio” e aggiunge: “coloro che continuano a lavorare, lo fanno a costo di rimetterci, per non perdere il personale attualmente impiegato e la clientela fidelizzata”.

Dopo gli scarsi incassi delle festività – periodo, tra l’altro, caratterizzato dalle disdette – sono diverse le strutture che si sono fermate. “C’è il rischio che si profili il trend del 2021, quando gli agriturismi hanno cominciato a fatturare solo nel mese di aprile o maggio. Una condizione insostenibile per due anni di fila”. Bisagni auspica “l’allocazione di fondi straordinari da parte della Regione, finalizzati a sostenere le aziende agrituristiche attive in Emilia-Romagna”

Sono 1300 le strutture attive in tutto il territorio regionale. L’imprenditore piacentino evidenzia che “gestori sono sotto pressione, snervati dalle disdette dell’ultimo minuto. Divisi tra l’impegno profuso per garantire sicurezza alla clientela e ai collaboratori e l’incertezza sul futuro lavorativo”.

 

 

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