Strage di Capaci, i ricordi dell’autista di Falcone e del primo fotografo sul luogo

15 Febbraio 2023 14:05

Cosa le ha lasciato, a livello umano, il magistrato Giovanni Falcone? “La correttezza, una persona eccezionale e umana. Mi ricorderò per sempre il suo desiderio di passeggiare per il centro di Palermo senza agenti della scorta, da uomo libero, e invece ha vissuto come in ergastolo prima di dare la vita per quello che stava facendo per tutti noi”.

Quant’è importante ricordare chi è stato Giovanni Falcone? “Fondamentale, bisogna far capire a tutti, in particolare ai giovani la forza e la passione di un magistrato che ha sacrificato la propria vita per noi, per l’intera nazione”. A rispondere a queste domande è Giuseppe Costanza, autista e uomo di fiducia di Giovanni Falcone che – durante un incontro organizzato dall’istituto comprensivo Parini di San Giorgio e Podenzano – ha raccontato a una platea di oltre 120 studenti gli attimi precedenti allo scoppio che provocò la strage di Capaci, lui che ha vissuto sulla propria pelle una delle pagine più buie della storia del nostro Paese. Quel pomeriggio del 23 maggio del 1992 Falcone decise di guidare la sua macchina e poco prima dell’esplosione, per una distrazione, rallentò: un susseguirsi di coincidenze dettate dal destino che salvarono la vita a Costanza.

“Mi ricordo la voce di Falcone poco prima del boato e poi il buio – racconta -. Al mio risveglio l’unico magistrato che mi venne a trovare in ospedale fu Paolo Borsellino a cui dovetti dire addio a luglio dello stesso anno. Lo stato e le istituzioni mi hanno emarginato per 23 anni. Oggi finalmente la società civile mi ha dato la possibilità di raccontare chi è stato Giovanni Falcone e chi sono stati gli uomini che hanno combattuto al suo fianco”.

Insieme a Costanza, nel salone d’onore del castello c’era anche Antonio Vassallo, tra i primi ad arrivare in quello che restava del tratto autostradale di Capaci. “Sono qui a parlare di uno dei misteri che aleggiano sulla strage – le sue parole -. Arrivai con la mia macchina fotografica al collo, ma quelle fotografie mi vennero sequestrate da due uomini che mi dissero di essere poliziotti. Quelle fotografie sparirono e non furono mai state aggiunte agli atti del processo. Ancora oggi mi chiedo chi avessi fotografato – continua Vassallo -. Probabilmente chi, fingendosi soccorritore, era lì per finire i feriti e per far sparire documenti importanti”. A distanza di trent’anni è stato arrestato Matteo Messina Denaro, cosa ha provato? “Innanzitutto una gioia, anche se trent’anni sono troppi e ingiustificati – la risposta di Vassallo – ma la battaglia alla mafia non finisce qui”.

LE INTERVISTE A GIUSEPPE COSTANZA E ANTONIO VASSALLO:

IL VIDEO-MESSAGGIO PREPARATO DAGLI STUDENTI DELLA CLASSE 3^A DELLA SCUOLA MEDIA GHITTONI DI SAN GIORGIO:

Da sinistra, il fotografo Antonio Vassallo e Giuseppe Costanza, uomo di fiducia e autista di Giuseppe Falcone

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