Handbike, il centrodestra: “Dadati si dimetta”. Il sindaco: “Abbiamo sbagliato”

25 Settembre 2023 16:34

Tensione in consiglio comunale, nonostante la prova di sintonia bipartisan. Durante la discussione sulla risoluzione congiunta – maggioranza e minoranza insieme – per chiedere al governo nazionale di includere Piacenza nel Festival Verdi, dai banchi dell’opposizione Jonathan Papamarenghi (civica Barbieri-Liberi) ne ha approfittato per sferrare un attacco contro il Festival del pensare contemporaneo che si è concluso domenica scorsa nella nostra città, anche con un appuntamento in cartellone dal titolo “Giuseppe Verdi e l’idea di nazione” nel palazzo Xnl: “Gli organizzatori della rassegna sono stati pagati centinaia di migliaia di euro per proporre un evento fuori luogo. E fa ridere – ha proseguito Papamarenghi – che si voglia indirizzare il pensare contemporaneo anche su una figura, quella di Verdi, che appartiene al nostro territorio. Ben venga il percorso condiviso per valorizzare Piacenza nel Festival Verdi, ma ancora una volta il centrodestra alla guida del Paese dovrà rimediare a un problema causato dai precedenti governi”. Così il consigliere del Pd Stefano Perrucci ha ribattuto: “Noto forse un certo livore per il successo del Festival del pensare contemporaneo”. E Papamarenghi ha dunque urlato: “E i disabili, dov’è il successo della gara di handbike?”, riferendosi all’annullamento della tappa del Giro d’Italia Handbike di Piacenza in seguito all’improvvisa mancanza di volontari lungo il tracciato. “Mi spiace – ha poi aggiunto – che Perrucci sia scivolato in certe affermazioni, contro l’interesse comune della città”.

Tensioni a parte, l’aula di palazzo Mercanti – che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e del docente ed ex vicesindaco di Piacenza Vittorio Anelli, scomparsi nei giorni scorsi – ha votato all’unanimità la risoluzione sul Festival Verdi.

La questione riguarda le istituzioni centrali a Roma, perciò i gruppi di centrosinistra e centrodestra hanno messo nero su bianco un’esortazione chiara, anticipata nei giorni scorsi su Libertà e Telelibertà: “L’imminente avvio della discussione parlamentare sulla nuova legge di bilancio per la prossima annualità potrebbe permettere già dal 2024 la tempestiva nascita di un nuovo e ipotetico Festival Verdi con l’inserimento delle realtà piacentine”. Per farlo, si impegna “il sindaco e la giunta comunale ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali, regionali e nazionali, al fine di provvedere a modificare la Legge 238 del 20.12.2012, come novellata dalla Legge 17 del 03.02.2017” allo scopo di inserire “la Fondazione Teatri di Piacenza fra i soggetti destinatari di idoneo contributo per l’organizzazione del Festival Verdi di Parma e Busseto che deve al contempo divenire Festival Verdi di Parma, Piacenza e Busseto o Festival Verdi delle Terre Verdiane”.

La risoluzione bipartisan è stata illustrata dal capogruppo del Pd Andrea Fossati: “Da alcuni anni, è assegnato un contributo di un milione di euro alla Fondazione Teatro Regio di Parma per la realizzazione del Festival Verdi di Parma e Busseto. Ma anche il nostro territorio è fortemente legato al Maestro. Questa non è una battaglia di retroguardia – ha concluso il consigliere dem – ma un tema urgente. Anche Piacenza deve accedere al finanziamento”. L’esponente di ApP Stefano Cugini ha puntualizzato: “Lo facciamo esattamente per una questione di campanilismo, da cui usciamo troppo spesso sconfitti. È un atto doveroso”. Azione politica che Tiziana Albasi (Pd) ha definito “importante e necessaria attraverso questa visione d’insieme”. L’assessore alla cultura Christian Fiazza ha evidenziato che “Piacenza ha le competenze, i numeri e i professionisti per essere una parte integrante del Festival Verdi”.

BILANCIO CONSOLIDATO: DA PIACENZA EXPO ALL’HANDBIKE – Il consiglio comunale ha discusso anche il bilancio consolidato, cioè la situazione economica-finanziaria degli enti e delle società partecipate da Palazzo Mercanti (Tutor, Lepida, Acer, Tempi Agenzia, Piacenza Infrastrutture, Piacenza Expo, Farmacie comunali, Fondazione Teatri e Asp).

Su Piacenza Expo, Massimo Trespidi (civica Barbieri-Liberi) ha criticato la gestione del presidente Giuseppe Cavalli: “I comunicati stampa e i tagli del nastro non bastano, la società perde troppo e, non a caso, la Corte dei conti ha condotto alcuni approfondimenti. Peraltro, dopo cinque mesi dal suo rinnovo alla guida del polo fieristico, Cavalli non ha ancora provveduto alla ripartizione delle deleghe tra i nuovi componenti del Cda”. Consiglio di amministrazione che, lo ricordiamo, il centrodestra aveva abolito e la giunta Tarasconi aveva ripristinato. L’assemblea dei soci aveva scelto di nominare Erika Colla ed Elisabetta Montesissa nel Cda al fianco di Cavalli. “La mancata distribuzione delle deleghe – ha detto Trespidi – rappresenta un aspetto curioso, dato che il sindaco Tarasconi aveva insistito per un ritorno al consiglio di amministrazione nell’ottica di rendere più condivisa la gestione di Piacenza Expo”. Patrizia Barbieri, ex sindaco e capogruppo della civica di centrodestra, ha aggiunto: “Parliamo di due persone competenti che vorremmo vedere all’opera, per dare un contenuto concreto al loro riconoscimento nel Cda di Piacenza Expo”. Il Cda ha affrontato la questione, come puntualizzato dal vicesindaco Marco Perini: “Nella riunione del 26 luglio, il consiglio di Piacenza Expo ha convenuto all’unanimità che sia necessario valorizzare le singole competenze in modo da conferire un assetto di governance più funzionale. Ma la collaborazione tra queste figure non deve esplicitarsi per forza attraverso le deleghe”.

Un argomento, quello del bilancio consolidato, a partire da cui Papamarenghi ha giocato di sponda per tirare un’altra stilettata alla giunta Tarasconi con la richiesta di dimissioni dell’assessore Dadati: “Visto che si parla di bilancio, ricordo che una determina dello scorso novembre ha impegnato 25mila euro per l’adesione di Piacenza al Giro d’Italia di Handbike. Eppure, quasi un anno dopo, domenica mattina circa 500 persone, tra atleti disabili, staff, tecnici e altri soggetti coinvolti, si sono sentite dire che non avrebbero potuto gareggiare. Parliamo di un danno erariale per l’ente pubblico, per cui presenteremo un esposto alla Corte dei conti, nonché di una totale incapacità amministrativa, dato che il rapporto organizzativo era instaurato tra il Comune e Federciclismo. Se l’assessore Dadati si fosse attivato, avrebbe potuto compensare la mancanza dei volontari con altre figure deputate al controllo, ad esempio i vigili urbani. L’inclusività si vede nei fatti, e qui non c’è stata, dato che numerosi atleti disabili, provenienti anche da 1.500 chilometri di distanza, non hanno potuto prendere parte alla competizione dopo un anno di preparazione e allenamento. Chiediamo un passo indietro di Dadati”. L’ex sindaco Barbieri ha rincarato la dose: “Dadati, lei avrebbe mettere le sue dimissioni nelle mani del sindaco, anzitutto per tutelare la prima cittadina. Il danno erariale è evidente, questo pasticcio si sarebbe potuto evitare”.

Ribadendo il suo “rammarico sincero” per la vicenda, l’assessore allo sport Mario Dadati ha ribattuto di essersi “immediatamente attivato per trovare una soluzione alla carenza di volontari, purtroppo però la presidente provinciale di Federciclismo aveva avuto un grave problema personale. Si è deciso di annullare la gara per non compromettere la sicurezza degli atleti”. Va ricordato che domenica sera il sindaco Tarasconi e Dadati avevano già espresso le loro scuse pubbliche per il disagio, sottolineando tramite una nota stampa che il reperimento e la gestione dei volontari erano in capo a Federciclismo che tuttavia non è stata in grado di garantire la presenza del personale per problemi personali.

Il sindaco Katia Tarasconi ha preso la parola per ammettere l’errore: “Dadati ha chiesto scusa, l’amministrazione sta cercando in tutti i modi di ripristinare i collegamenti con gli organizzatori. L’assessore ha sicuramente sbagliato ed è molto dispiaciuto. Confesso di essermi arrabbiata con lui, è comprensibile. Non ha avuto il sufficiente sangue freddo per chiedere aiuto: tutti noi, io per prima, saremmo andati sul tracciato come volontari. Ma guai a mettere in discussione la nostra sensibilità sulle esigenze della popolazione disabile. Ho preparato una lettera da inviare a tutti gli atleti che avrebbe dovuto partecipare domenica. Lo ripeto, abbiamo commesso un errore. Stiamo cercando di trovare una soluzione per rimediare”.

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