Parcheggio piazza Cittadella, ultimatum del Comune a Piacenza Parcheggi-Gps

08 Febbraio 2024 12:24

 

Trenta giorni di tempo a Piacenza Parcheggi-Global parking solutions (Gps) per presentare le richieste garanzie bancarie, la cosiddetta bancabilità. E’ una sorta di ultimatum quello inviato lunedì dal Comune al concessionario dell’appalto del dicembre 2012 per il parcheggio interrato di piazza Cittadella. Un’intimazione forte che risponde tecnicamente al nome di “contestazione di inadempimento”, un preavviso di divorzio non consensuale che, decorsi i trenta giorni, fa “ritenere al Comune di poter agire per la risoluzione del contratto”.

Così ha spiegato il direttore generale del Comune Luca Canessa ieri in commissione consiliare Territorio nel fare il punto sull’appalto che la giunta Tarasconi si è proposta di far uscire dalle secche in cui per undici anni è rimasto.

Costi e cronoprogramma – L’audizione è stata richiesta all’amministrazione dal centrodestra alla luce del mancato deposito da parte di Gps dell’attestazione di ottenimento dalle banche del finanziamento per realizzare un’opera il cui costo, rispetto all’importo originario di 10 milioni, è lievitato a quasi 15. Quella documentazione andava presentata entro il 20 gennaio. Così è stabilito nel cronoprogramma allegato all’addendum, l’atto votato in consiglio comunale e firmato tra le parti il 22 dicembre con il quale viene aggiornato il piano di riequilibrio finanziario per la sostenibilità economica del parcheggio interrato e la riqualificazione di piazza Cittadella.

Nuovi termine richiesto – Non arrivando le garanzie bancarie alla prefissata scadenza del 20 gennaio, il Comune, dopo un’interlocuzione informale che ha portato a concedere una decina di giorni in più, ha inviato il 29 gennaio a Gps una richiesta di chiarimenti. Alla quale il concessionario ha risposto il 5 febbraio affermando, sostanzialmente, che il ritardo non è a lui imputabile, ma all’istruttoria degli istituti di credito (risultano essere la Banca del Fucino e la Banca di Piacenza) che ha tempi tecnici “prevedibili in ulteriori 60 giorni”, scrive Gps indicando nella fine del mese di marzo l’inevitabile slittamento del termine. Un disconoscimento di responsabilità di fronte al quale gli uffici competenti di Palazzo Mercanti hanno, il giorno stesso, mandato alla controparte la citata contestazione di inadempimento, “provvedimento ben più forte di una diffida”, ha osservato Canessa.

Tempistica complessa” – “E’ un atto a tutela del Comune, non c’è l’intenzione di aspettare chissà chi e che cosa, c’è un limite oltre il quale non si può andare – ha considerato l’assessore alle Infrastrutture Matteo Bongiorni soffermandosi sulla bancabilità -: E’ questione centrale, ha una tempistica complessa che non è del tutto governabile né dal Comune né dal concessionario”.

 

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