L’apocalisse di God of War Ragnarok è iniziata

Di Andrea Peroni 09 Novembre 2022

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Quando nel 2016 Santa Monica rivelò il rilancio della serie God of War, che sembrava avesse già detto tutto, in pochi pensavano che Kratos potesse nuovamente imporsi come una delle icone di riferimento dei videogiochi. E invece, eccoci qui, poco più di sei anni dopo, ad attendere la chiusura di questa seconda grande storia, ambientata stavolta nel Nord Europa.

Dopo ben sette titoli legati alla mitologia norrena, Cory Barlog e i suoi reinventarono infatti l’ex Dio della Guerra dell’Olimpo come un protagonista delle vicende della mitologia norrena, che proprio in God of War: Ragnarok, disponibile da oggi su Ps4 e Ps5, arriverà al culmine della sua storia. Insieme a suo figlio Atreus, che nel finale del precedente gioco si è scoperto essere un ben noto personaggio delle leggende vichinghe, Kratos deve ancora una volta imbracciare la sua fidata ascia Leviatano e le immancabili Lame del Caos, per sopravvivere a un evento ormai inevitabile. La morte di Balder, ad opera dello stesso guerriero spartano, ha infatti adirato i regnanti di Asgard, ora pronti a muovere battaglia.

Se già God of War del 2018, gioco da ben 23 milioni di copie, aveva messo in risalto un gameplay ricco e dinamico, e ambientazioni magnificamente evocative studiate nei minimi dettagli, questo secondo capitolo, che in realtà sarebbe il quinto della saga principale, vuole alzare l’asticella, senza però rivoluzionare ancora una volta la formula. Se sul fronte del gameplay gli sviluppatori hanno più che altro lavorato per limare alcune imperfezioni e aggiungere dinamiche interessanti, come il nuovo sistema di utilizzo degli scudi, i veri fuochi d’artificio sono riservati alla storia e al mondo di gioco. O meglio, ai mondi.

In Ragnarok, che come suggerisce il titolo si ispirerà alla mitologica battaglia tra le forze della luce e quelle del caos, guidate nelle leggende norrene da Loki e altre creature come il demone Surtr e il gigantesco lupo Fenrir, Kratos e Atreus compiranno un vero e proprio viaggio in tutti i Nove Regni di Yggdrasil, l’Albero del Mondo. Alcuni di essi sono già apparsi in occasione del precedente titolo, ma stavolta la situazione è ben peggiore. Tutti i regni sono in subbuglio, dall’oscuro Hel, dimora dei morti, al freddo Niflheimr dei giganti di ghiaccio. Questo caos non può passare naturalmente inosservato al padre di tutti, Odino, sovrano di Asgard che impiegherà i suoi eserciti e la sua immensa potenza per cercare di fermare Kratos. Le creature da affrontare abbonderanno in ogni dove, e i segreti da rivelare sono ancora tanti. Sony Santa Monica ha dimostrato con il suo ultimo titolo un amore esagerato per le vicende di Thor, amalgamandole alla perfezione con un nuovo personaggio, appunto Kratos, capace di cambiare il destino.

Il Ragnarok sarà la fine del protagonista principale della serie? Oppure ci sono altre avventure all’orizzonte, magari in altri territori e altre mitologie, come del resto anche gli sviluppatori hanno suggerito in passato? Il destino dei due protagonisti è ancora tutto da decifrare, e solo il finale di God of War: Ragnarok darà abbastanza risposte a queste domande. Una cosa è certa: se questo secondo capitolo avrà anche solo metà del carisma e della magnificenza del suo predecessore, anche Ragnarok sarà uno dei più seri candidati al titolo di Game of the Year.

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