Pokémon, tosti e prorompenti, ma è ora di uno sforzo in più

Di Andrea Peroni 28 Novembre 2022

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Per la terza volta in un anno, i Pokemon tornano sul mercato. È successo alla fine del 2021 con i remake di Diamante e Perla, è successo all’inizio di quest’anno con lo sperimentale Leggende Arceus, e ora tocca a un nuovo capitolo della serie principale, formato dall’accoppiata Violetto e Scarlatto. Come sempre piacevoli, divertenti e immancabili per i fan dei mostri giapponesi. C’è anche chi però, dopo tutti questi anni, sperava in un’inversione di rotta. Inversione che, ancora una volta, non c’è stata, e anzi ora le cose potrebbero iniziare a farsi problematiche per Game Freak e Nintendo.

E dire che le premesse erano particolarmente incoraggianti. Oltre all’introduzione dei Pokemon di nona generazione, a partire dai tre starter Sprigatito, Fuecoco e Quaxly, Scarlatto e Violetto si pone come una vera rivoluzione del modo di interpretare il gdr da parte di Game Freak, che prende l’esperimento di Leggende Arceus buttando i giovani allenatori in un open world, quello dell’inedita Paldea, completamente visitabile ed esplorabile a bordo dei nostri Pokemon – proprio così, adesso alcuni mostriciattoli diventano motociclette biologiche. Il team ha poi cambiato direzione anche per quanto riguarda la linearità della storia, lasciando una libertà pressoché totale nelle mani del giocatore che si sente padrone del proprio destino, capace cioè di scegliere a propria discrezione quale palestra e allenatori affrontare per primi. Chiaramente, il tasso di difficoltà e di strategia necessaria resta, così come le immancabili meccaniche gdr. Ludicamente parlando, Scarlatto e Violetto sono in linea con i loro predecessori, pur introducendo dinamiche innovative come quella appunto dell’esplorazione, che sì era importante in passato ma stavolta viene amplificata. Peccato solo che il tutto sia funestato da un lavoro che non sembra certo uscito dal 2022.

Sia chiaro, la grafica non è tutto, ma è davvero assurdo che un brand come Pokemon, e una software house come Game Freak, e un’azienda come Nintendo, si nascondano dietro a questa scusa. Il comparto grafico e tecnico di Scarlatto e Violetto è, molto semplicemente, insufficiente. Si può sorvolare sulla pochezza dei modelli poligonali, sulle texture orribilmente stretchate e ricche di sbavature, sul frame rate a tratti indecente, sul fastidiosissimo pop in dei personaggi e degli elementi a schermi in generale, sugli ambienti vuoti e senz’anima, sull’open world povero di attività e dagli spazi banali, sulle interazioni (e l’aspetto) da PlayStation 2 degli npc. Sì, si potrebbe sorvolare se uno di quelli appena elencati fosse l’unico difetto di Scarlatto e Violetto, non se questi si trovano tutti insieme in una produzione di questo calibro, insieme ad esempio anche alla corruzione continua dei file di salvataggio e i crash inspiegabili. Game Freak sta provando in tutti i modi a innovare uno dei franchise più longevi (e redditizi) di Nintendo, ma le ingenuità sono ancora tante, ed è assurdo se si pensa che queste critiche, tralasciando chiaramente il discorso delle novità realizzate per questo titolo, sono le stesse mosse con Let’s Go Pikachu & Eevee, Spada & Scudo e l’ultimo Arceus. In pratica, non si registra alcuna evoluzione tecnica.

 

Un’immagine di Pokemon catturata da Forbes, che mette in evidenza uno dei bug più esilaranti ma problematici della produzione.

 

Non si tratta peraltro di semplici supposizioni, ma evidenze sotto gli occhi di tutti, sottolineate anche da esperti del settore. Digital Foundry, specializzato nell’analisi approfondita di prodotti videoludici sul fronte delle prestazioni, ha chiaramente evidenziato come Pokemon Violetto e Scarlatto escano con le ossa rotte da un confronto con videogiochi usciti non nella generazione attuale, non nella precedente, ma addirittura agli esordi di PlayStation 3 e Xbox 360. Per completezza, il video è in calce all’articolo.

E attenzione, questo non può essere (solo) attribuibile all’hardware di Switch. La console ibrida della grande N non è un mostro di potenza, questo è vero, ma negli ultimi anni sono stati soprattutto i team first party di Nintendo a dimostrare che l’esperienza è capace di sopperire alle difficoltà. Prendiamo un The Legend of Zelda: Breath of the Wild, o Super Mario Odyssey, o i più recenti Bayonetta 3 e Xenoblade Chronicles 3. Nulla che si possa avvicinare al fotorealismo di The Last of Us, o alla magnificenza visiva di Elden Ring, ma diamine, si tratta di titoli che hanno saputo sfruttare con grande astuzia tutto il potenziale della console – non vediamo l’ora, a proposito, di vedere cosa accadrà l’anno prossimo con Tears of the Kingdom, che segnerà il grande ritorno di Link.

Ma sapete una cosa? Forse tutto questo discorsone è completamente inutile, a giudicare da quella che è stata la risposta del pubblico. Le criticità sono evidenti, eppure questo non frena i Pokemon: Scarlatto e Violetto hanno infatti sbancato, piazzando oltre 10 milioni di copie nei primi tre giorni dalla pubblicazione e stabilendo un nuovo primato non solo per il franchise ma per l’intera Nintendo. E se vendi 10 milioni in tre giorni, il tuo ultimo pensiero prima di addormentarti è che il tuo gioco debba essere sistemato o rivoluzionato…

 

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