Piacenza

Primarie, scontro Reggi-Bersani: “Qui ha vinto Renzi”. “Legga i dati”

26 novembre 2012

Primarie a Piacenza, è scontro a distanza tra Pierluigi Bersani e l’ex sindaco Roberto Reggi, braccio destro di Matteo Renzi.
Ad aprire la polemica è proprio Reggi: “Non capisco per quale motivo a Piacenza esultino i sostenitori di Bersani: mi sembra evidente che il segretario nella nostra provincia non abbia raccolto un buon risultato. E’ di poco sopra al 50 per cento, al di sotto della media regionale. E pensare che ha con sè tutto lo stato maggiore del Pd locale. Il 40 per cento di Renzi è molto più significativo e ci dà la concreta speranza di vincere al ballottaggio. Innanzitutto a Piacenza, ma io sono certo in tutto il Paese”.
Secca la replica di Bersani: “Mi pare che i numeri parlino chiaro, anzi cantino. Se poi Reggi si vuole attribuire un successo che non c’è, lo faccia pure. Io non posso che essere molto soddisfatto di essermi confermato profeta in patria, ringrazio coloro che mi hanno sostenuto e che lo faranno anche al secondo turno. Non vado oltre per evitare inutili polemiche con Reggi, che per 10 anni è stato anche il mio sindaco”.

BERSANI A TUTTO CAMPO
Il segretario nazionale del Partito democratico ha organizzato una conferenza stampa all’hotel Roma per commentare il risultato delle Primarie di ieri e in vista del ballottaggio di domenica con Matteo Renzi.
“Innanzitutto grazie a tutti i volontari, un piccolo esercito che ha consentito che si realizzasse questa grande iniziativa. E ringrazio tutti gli italiani che vi hanno preso parte. Abbiamo rimesso in moto la politica italiana, nella chiave dell’apertura e della verità. Grande soddisfazione personale e politica, mi sono tolto un paio di sfizi, come segretario Pd innanzitutto. Ho voluto io le primarie – ha proseguito – aperte e con il ballottaggio, anche se qualcuno aveva delle remore. Oggi avrei già vinto, ma si va fino in fondo, giusto che il candidato dei progressisti sia legittimato con il 51 per cento. Il cambiamento non si fa con le chiacchiere, ma con i fatti, accettando le sfide, con coraggio. Lo dico in vista del ballottaggio e anche dopo. Mi ha colpito il consenso avuto nelle grandi città e nel sud, nel complesso è stato incoraggiante; guardo con fiducia ma domenica, ma lunedì tutti assieme apriremo un nuovo ciclo per gli italiani”.

IL SOSTEGNO DI VENDOLA
Bersani ha proseguito analizzando il rapporto con il candidato di Sel: “Con Vendola abbiamo lavorato bene assieme, ponendo basi molto chiare e condivise. Ci sono punti di contatto, ad esempio sulla scuola, il lavoro, la lotta alla precarietà, la parità di genere. Ma non apriamo alcun tavolo, nè ragioniamo con il bilancino”.

LE POLEMICHE SUI VOTI
“I dati contestati dai renziani? Ci penseranno i garanti, siamo persone serie e ci sarà la massima trasparenza”, ha risposto il segretario Pd. E sul “rivale” Renzi ha rivelato: “Ci siamo mandati alcuni sms di complimenti e auguri, ci siamo scritti cose buone. Lui ha sempre il difettuccio di dire noi e loro riferendosi a me. Loro è Berlusconi, noi siamo tutti nella stessa squadra. Gli avversari sono altri e non mancheranno quelli difficili”. Sul centrodestra ha poi affermato che “se non ci fossero il Pd e i progressisti, l’Italia di Grillo e Berlusconi potrebbe diventare un problema per l’Europa. Come avversario preferisco Berlusconi ad Alfano, ma spero che anche nel centrodestra prevalga lo spirito di partecipazione e si facciano le Primarie anche lì”.

MONTI E BETTOLA
A proposito del premier e dei problemi del Paese, Bersani ha dichiarato che “una personalità come quella di Monti può essere ancora molto preziosa, credo pero che sia meglio che stia fuori dalla mischia. Non sono d’accordo con lui che siamo quasi fuori dalla crisi, ci aspettano ancora mesi molto difficili, la gente è molto preoccupata”. Dice di capirla dal confronto con i cittadini, partendo dalla sua Bettola, che le ha dato tanto in questa campagna elettorale: “Di mio ci metto tranquillità, sono sereno perché abbiamo preso la strada giusta, in sintonia con i problemi del Paese. Le mie radici montanare mi danno solidità e coraggio per affrontare il cambiamento”.

IL PERICOLO GRILLO
Critico nei confronti di Grillo, Bersani si dice “disposto a confrontarmi in qualsiasi momento con il Movimento 5 Stelle, ma sui temi originari come trasparenza e sobrietà della politica. Il resto lo trovo pericoloso, a cominciare dal fatto che Grillo dà indicazioni ai suoi, ma non accetta nessuna domanda, un’idea strana della democrazia. E poi è incomprensibile questo disprezzo per tre milioni di italiani che si son messi in fila per esercitare un diritto democratico come votare alle nostre Primarie”.

Interventi On. Paola De Micheli e Vittorio Silva, segretario provinciale del PD

L’on. Paola De Micheli del Pd ha dichiarato: “E’ stata una grande giornata di democrazia, i risultati di Bersani sono il presupposto per la vittoria finale”, il segretario provinciale Silva ha aggiunto: “La partecipazione è andata oltre le aspettative, i piacentini hanno compreso il valore della scelta di primarie aperte voluta da Bersani”.

 

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