Risorse idriche gestite da un soggetto pubblico. Al vaglio il modello Reggio Emilia

16 Gennaio 2013

Da sinistra, Dosi, Trespidi, Menozzi e Tutino

Un soggetto pubblico per la gestione dell’acqua piacentina. E’ questa l’ipotesi avanzata dall’ufficio di presidenza allargato dell’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e i rifiuti che riunisce l’Amministrazione provinciale e una rappresentanza dei sindaci dei comuni piacentini. L’esempio  arriva da Reggio Emilia, dove da luglio la Provincia sta lavorando alla realizzazione di un nuovo modello gestionale dei servizi idrici che si impone come possibile scelta nell’ambito dell’affidamento ex-novo degli stessi servizi (nel dicembre 2011 è cessato il periodo decennale di salvaguardia stabilito dalla legge regionale) e nel rispetto del grande seguito avuto sul territorio nazionale del movimento referendario.

“Il 31 gennaio – ha annunciato il presidente della Provincia Massimo Trespidi – verrà convocato un nuovo ufficio di presidenza di Atersir per un definitivo confronto, che verrà in seguito allargato a tutti e 48 i sindaci piacentini, sul tema: la decisione finale verrà quindi discussa durante il Consiglio locale di Atersir, alla presenza di tutti i Comuni, già convocato per il prossimo 11 febbraio. Rimane in sospeso una risposta promessa ma mai arrivata da parte di Iren sulla questione dei mancati investimenti sul territorio piacentino. Ritengo che questa posizione di Iren vada denunciata a tutti i cittadini piacentini per il disagio che l’inadempienza provoca: esiste la necessità di una presa di posizione ferma che non esclude peraltro l’avvio di azioni legali”.

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