Il Pd: “Mazzoli incompatibile, non può fare il presidente dell’Asp”. Dosi: “Ci rifletterò”

29 Giugno 2013

Leonardo Mazzoli

La posizione di Leonardo Mazzoli alla presidenza dell’Asp Città di Piacenza non pare più molto salda. Non tanto per il contenuto dell’interrogazione presentata proprio da un esponente della maggioranza, Stefano Perrucci del Pd, quanto piuttosto per le fibrillazioni che ruotano attorno al ruolo dello stesso Mazzoli, recentemente riconfermato. “Verificherò il contenuto dell’interpellanza e risponderò puntualmente – spiega primo cittadino Paolo Dosi, ospite proprio dell’Asp all’ospizio Vittorio Emanuele per la “Cena sotto le stelle” – così come ci interrogheremo con l’intero consiglio di amministrazione sulla migliore soluzione da prendere. Non sono sorpreso dalle cosiddette fibrillazioni, in un periodo così difficile per gli enti locali sono quasi fisiologiche al momento di qualsiasi nomina”.

Dal canto suo, Mazzoli conferma la volontà di proseguire: “Io voglio andare avanti a dispetto di chi tiene atteggiamenti sbagliati nei confronti non tanto miei, ma di un ente importante come l’Asp. Nel futuro prossimo occorrerà fare scelte importanti, l’unico obiettivo deve essere il bene dell’azienda, dei suoi utenti e del personale. Il resto non conta. Dimissioni? Qualcuno me le ha chieste, ma non c’è un motivo per cui debba darle. Io sono stato eletto presidente per la prima volta nel 2009, da allora non è mai cambiata la mia situazione professionale, come mai certe richieste arrivano solo ora? E in ogni caso, la Regione ha dato più pareri sull’assenza di incompatibilità”.

IL DEMOCRATICO PERRUCCI: “MAZZOLI E’ INCOMPATIBILE, IL SINDACO INTERVENGA” – E’ sulla presunta incompatibilità di Leonardo Mazzoli come presidente dell’Asp Città di Piacenza che si consuma l’ultimo terreno di scontro nel centrosinistra piacentino. In particolare, le tensioni interne alla maggioranza di Palazzo Mercanti sembrano non finire più. Tutto era partito con la nomina da parte del sindaco Paolo Dosi di Barbara Zanardi nel cda di Iren, designazione mal digerita da buona parte del Pd e contestata anche da altri alleati. Quando la frattura sembrava ricomposta, era riaffiorato un certo malumore con l’indicazione da parte dello stesso Dosi di Giovanni Rabaiotti nel consiglio generale della Fondazione. Tensione, tra buona parte del gruppo democratico a Palazzo Mercanti e un pezzo di giunta, che si era avvertita anche nel corso della maratona per l’approvazione del bilancio.

A far esplodere di nuovo i mal di pancia è arrivata la nomina di Giorgio Prati come direttore dell’Asp Città di Piacenza al posto di Vittorio Silva: il consigliere di amministrazione Adriana Bertoni (Pd) ha voluto far sapere di essersi opposta a questa decisione, contestandola fermamente. E proprio all’azienda per i servizi alla persona si lega l’ultimo caso: il consigliere comunale del Partito democratico Stefano Perrucci ha presentato un’interrogazione in cui chiede al sindaco di verificare la possibile incompatibilità di Mazzoli come presidente della stessa Asp. “Mazzoli è dipendente di una cooperativa, che gestisce assieme all’Asp, in regime di accreditamento transitorio, i due centri di via Scalabrini e quello di via Buozzi – si legge – ed inoltre è affidataria da parte di Asp della gestione di due centri per minori stranieri nonché della gestione di parte della residenza aperta Santo Stefano”, una situazione che secondo Perrucci è chiaramente proibita dalla legge regionale in materia. Non solo: “Durante la presidenza di Mazzoli, l’Asp ha chiuso in perdita per tre esercizi consecutivi e la stessa legge regionale prevede che non possa entrare in consiglio di amministrazione chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia chiuso in perdita tre esercizi consecutivi”.

Quindi Perrucci, che chiaramente si è mosso anche a nome di diversi altri colleghi del Pd, domanda a Dosi “se non ritenga opportuno attivarsi con la massima tempestività perché sia rimosso il conflitto di interessi evidenziato e se, inoltre, essendosi verificata la chiusura in perdita per tre esercizi consecutivi, il sindaco non ritenga obbligatorio, come previsto dalla normativa regionale, avviare la procedura per la dichiarazione di decadenza da parte dell’assemblea dei soci”.

L’INTERROGAZIONE DI STEFANO PERRUCCI SULL’ASP

Stefano Perrucci

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