Piacenza

Truffe, 4 nuove vittime danno migliaia di euro al finto avvocato

11 novembre 2015

truffa telefonica

Gli appelli delle scorse settimane non sono bastati ad evitare che quattro piacentini cascassero di nuovo nella truffa del finto avvocato, che sfrutta un’anomalia delle comunicazioni telefoniche tra telefono fisso e cellulare. Nelle ultime settimane sono stati almeno quattro i casi denunciati ai carabinieri, in uno di questi la vittima è stata alleggerita addirittura di 2.500 euro, mentre negli altri casi si parla di cifre attorno ai mille euro.

Il meccanismo messo in atto dai truffatori è complesso, ma evidentemente efficace: un finto avvocato chiama al telefono di casa dicendo che un familiare ha avuto un incidente automobilistico e che si trova in stato di fermo in una caserma dei carabinieri perché la vettura aveva l’assicurazione scaduta. Per evitarne l’arresto si può pagare subito il rinnovo della polizza, ma occorre fare presto. “Passerà tra pochi minuti un mio collaboratore”, chiosa il falso legale. Se per qualsiasi motivo si riaggancia per chiamare il proprio familiare o le forze dell’ordine, non si riesce, perché un’anomalia di sistema lascia i cellulari connessi ai fissi per 90 secondi. I truffatori lo sanno e non resta loro che fingersi carabinieri per confermare tutta la storia. In quel momento suona il campanello e il finto assistente del falso avvocato reclama i soldi, anche con un certa fretta, per “salvare” il congiunto dall’arresto.

L’appello delle forze dell’ordine è sempre quello di non farsi prendere dal panico e di chiamare 112 o 113 con un cellulare oppure di lasciare passare almeno due minuti dalla fine della prima comunicazione.

Il primo allarme era stato lanciato dal maggiore Massimo Barbaglia nel corso della trasmissione di Telelibertà Fuori Sacco.

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