Contributo di Confindustria

Farnese, la misteriosa statua di Kleomenes avrà un allestimento ad hoc

11 settembre 2020

A distanza di ottantadue anni l’identità resta ancora un mistero. Ma finalmente la statua di Kleomenes, ritrovata nel 1938 in piazza Cavalli durante gli scavi del palazzo Inps, sarà valorizzata a pieno. L’amministrazione comunale, infatti, ha deciso di collocarla nella futura sezione romana dei musei civici di palazzo Farnese, che dovrebbe essere inaugurata entro la fine di quest’anno. L’iniziativa ha trovato l’appoggio determinante di Confindustria, grazie a una sponsorizzazione da diecimila euro per il nuovo allestimento dell’opera. “Questo contributo rientra nella nostra tradizionale attività di sostegno del patrimonio artistico e culturale – commenta Attilia Jesini, vicedirettore dell’associazione di categoria – come già avvenuto in passato con la realizzazione della teca del Tondo di Botticelli o del restauro del plastico in legno di palazzo Farnese”. Il nuovo allestimento di Kleomenes prevede un’illuminazione studiata al dettaglio e un sistema di proiezione che simula la figura completa del monumento: Afrodite o Apollo? Chissà.

STORIA – Il monumento in marmo, sepolto per duemila anni sotto piazza Cavalli, è stata scoperto nel 1938 in occasione degli scavi per le fondamenta di palazzo Inps. Da quel momento, l’opera è stata esposta in diversi palazzi della città e ha girato l’Italia per diverse mostre. Custodita prima a palazzo Gotico e poi nell’istituto Gazzola, oggi la statua di Kleomenes si trova sullo scalone monumentale di palazzo Farnese. Ancora per poco.

CARATTERISTICHE – Le dimensioni del monumento ne fanno senza dubbio un’immagine di culto, ma – in assenza di attributi peculiari – rimane incerta l’identificazione del soggetto. L’ipotesi più accreditata è quella di un Apollo, rafforzata dal vicino ritrovamento dell’elemento inferiore della base di un tripode, tipico attributo apollineo, che non faceva parte del gruppo statuario, ma era probabilmente collocato nello stesso contesto. Qualcuno, però, vi identifica una figura femminile: la cosiddetta Afrodite di Capua. Anche la datazione dell’opera non è chiara del tutto, benché la critica sia ormai orientata a considerare probabile la metà del I secolo a.C., come confermerebbe l’analisi paleografica della firma. Quest’ultima è l’unica certezza: il fianco sinistro è ricoperto da un voluminoso mazzo di pieghe su cui è inciso il nome dello scultore, Cleomene di Atene.

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categorie: Cultura e Spettacoli Piacenza

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