Caso moschea, si scende a patti in maggioranza per evitare la burrasca

21 Marzo 2021


Caso moschea, Patrizia Barbieri rompe il silenzio. “Tornare indietro? Come spiegato dall’assessora Erika Opizzi abbiamo già iniziato le verifiche sulla pratica amministrativa. Essendo un iter di competenza squisitamente tecnica che parte dal Psc del 2016, gli uffici stanno predisponendo una relazione dettagliata sulle fasi della pratica. Solo all’esito delle verifiche e della relazione che ci verrà trasmessa dal dirigente che ha gestito la posizione, saremo in grado di capire se l’istruttoria dell’iter ha fatto o meno conseguire il diritto che viene invocato”.

Scagionata dunque l’assessora all’Urbanistica Erika Opizzi. Che tuttavia venerdì, dopo le bordate che le sono piovute addosso dalla Lega, è stata a un soffio dalle dimissioni. Un passo indietro che, a dire il vero, avrebbe dato origine a una slavina senza ritorno per la giunta Barbieri. Si è infatti appreso che se il Carroccio avesse insistito con gli attacchi, Fratelli d’Italia avrebbe chiesto, a quel punto, la testa dell’assessore alla Sicurezza Luca Zandonella. La ragione? Secondo il partito di Giorgia Meloni, Zandonella non avrebbe presidiato a dovere in questi anni su quanto accade nell’altro ritrovo degli islamici piacentini, quello di via Mascaretti. Il centro non ha, ne può avere in base alle norme del Psc e del Rue, la qualifica di “luogo di culto”. Eppure i mussulmani ci vanno comunque a pregare Allah. Il clima da burrasca ha consigliato ai due principali partiti di governo di scendere a patti.

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