L’allarme in centro storico: “Un centinaio di negozi sfitti, non è solo colpa del Covid”

11 Aprile 2021

Si dice che un’immagine valga più di mille parole, e le immagini sono quelle delle vetrine disadorne dei negozi chiusi e sfitti delle vie del centro storico di Piacenza, finite sotto l’obiettivo della macchina fotografica di un commerciante di via Sopramuro, Paolo Mantovani, che assieme al collega Gianluca Brugnoli, presidente di Federmoda Piacenza, lancia l’allarme di una crisi che, sostengono, sta per diventare un crollo irreversibile. E non solo per colpa del Covid.

“In un’ora ne ho immortalati un centinaio – spiega Mantovani – e spero che cento immagini di negozi chiusi, in un centro piccolo come quello di Piacenza, servano a smuovere le coscienze. Noi commercianti che lo viviamo probabilmente percepiamo questi segnali prima di chi ci rappresenta e di chi ci governa. Infatti i nostri ripetuti solleciti alle associazioni di categoria e all’amministrazione sono sempre caduti nel vuoto”.
“Le immagini parlano chiaro – aggiunge Brugnoli – e fotografano una situazione che è in costante peggioramento. In tutte le strade abbiamo negozi che chiudono e non riaprono più. Oppure vediamo tanti spostamenti di attività alla rincorsa dell’affitto più basso. Questi sono segnali preoccupanti, che dovrebbero far riflettere”.

Mantovani e Brugnoli lanciano l’allarme all’amministrazione e non solo: “Allo stato attuale, non vediamo nessun progetto serio di rilancio. Quello che serve non sono i mercatini o le feste, ma una visione di ampio respiro. E’ giunto  il momento che amministrazione e associazioni mettano in campo progetti a lungo termine, seri e coraggiosi”.
I commercianti mettono l’accento anche sulla ricaduta negativa che la chiusura dei negozi ha sul tessuto urbano: “Oltre all’impoverimento economico e commerciale – prosegue Brugnoli – bisogna considerare il fatto che il degrado di alcune vie, dovuto all’elevato numero di attività chiuse, non sta mettendo in pericolo solo il lavoro dei commercianti, ma tutto il sistema città, e anche il valore degli immobili ne risente con un abbassamento delle quotazioni di mercato”.

L’appello è quindi rivolto anche ai proprietari, per indurli ad abbassare i canoni di affitto per attirare nuovi esercenti e ridare valore ai palazzi e agli appartamenti.

Un ultimo richiamo è ai clienti, affinché tornino a comprare nei negozi di vicinato e un po’ meno online: “Entrambi i modi di fare acquisti possono convivere – conclude Brugnoli – e i negozi di vicinato rimangono i posti più sicuri dove fare acquisti”.

 

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