Galleria Ricci Oddi, il presidente Mazzocca: “Così non va, cambieremo”

20 Maggio 2021

 

“Piacenza è una città con un patrimonio straordinario e la galleria Ricci Oddi ne fa parte”: è la prima dichiarazione del presidente della galleria piacentina Fernando Mazzocca invitato in audizione a Palazzo Gotico davanti alle commissioni del Comune di Piacenza.
“Dopo il furto del Klimt è iniziata una parabola discendente e la situazione sembrava diventata intollerabile – ha spiegato Mazzocca -. Per questo ho raccolto l’appello di Davide Gasparotto che ha lavorato qui per tanto tempo e poi di tanti altri esponenti illustri del mondo della cultura. La rinascita della galleria è un fatto imprescindibile, accettando questo incarico e, avendo nel cda il massimo supporto, abbiamo cercato il modo migliore per avere un direttore all’altezza di questo museo perché dopo 20 anni di letargo torni ad essere attrattivo. Per questo abbiamo pensato a un concorso i cui criteri riflettessero la massima trasparenza, requisiti obiettivi e scientifici in modo da andare oltre ogni condizionamento. I criteri sono stati rigorosi e severi perché partecipassero persone qualificate e motivate. Sessanta domande non sono poche. I 14 candidati avranno un colloquio diretto il 1 giugno, sarà una scelta difficile per la commissione, ma arriveremo alla soluzione migliore. Tutto questo perché un museo che ha navigato per anni nella tempesta abbia finalmente una guida. Ho visto l’allestimento e così come è adesso non funziona. È un museo unico per le opere che contiene. Ora il rapporto tra opere e contenitore non è più all’altezza né all’interno né all’esterno. Vanno selezionate le opere, occorre creare una narrazione all’altezza del pubblico attuale che ha attese più elevate e cerca risposte. Un direttore valido saprà rapidamente portare il museo all’altezza dei personaggi che lo hanno creato. Andranno studiate le opere, realizzato un catalogo, ci sarà un grande lavoro ma sarà esaltante e porterà a grandi risultati. Verranno portati avanti gli eventi già previsti, uno a inizio luglio per il rilancio delle opere della galleria, poi ci sarà una tappa molto attesa che è la mostra sul Klimt che sarà curata dalla società Artemisia la stessa che si occuperà della mostra di Roma. Faremo sinergia con i musei capitolini è così inizieremo ad uscire dall’isolamento e saranno contatti importanti per il futuro. È tempo di agire e lasciare da parte le polemiche. C’è molto da fare su tutti i fronti, bisogna essere uniti e lavorare insieme bene perché questo museo lo merita. Oggi ha perso la sua identità ma non si deve affidare solo all’effetto Klimt”.

A proposito del dipinto rubato nel 1997 e ritrovato nel 2019 Mazzocca ha dichiarato:

“L’allestimento è stato molto criticato, in effetti ci sono cose che non vanno però il quadro è comunque godibile. Cercheremo di migliorare anche con l’aiuto di una azienda specializzata leader del settore, spero che presto il quadro goda della visibilità che merita. Se fosse stata fatta una riflessione precedente per la sistemazione più idonea non si sarebbe verificato questo problema. In futuro sposteremo il dipinto dal salone d’onore, all’interno della galleria come era in origine e poi quell’apparato che è stato realizzato con la pedana è troppo invasivo rispetto ad ambiente e al dipinto. Miglioreremo in prospettiva di un rilancio della galleria previsto con il nuovo corso. Potenzieremo l’organico (nuovo direttore e un amministrativo) per renderlo un museo più degno dello spessore internazionale che deve avere.

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