Echi dal Medioevo. Quando l’anno non iniziava il primo gennaio

31 Dicembre 2021

Nel medioevo ogni città o regione, di fatto, sceglieva il suo giorno capodanno. A Piacenza e a Firenze, ad esempio, l’anno nuovo scoccava il 25 marzo, a Milano e a Pavia il 25 dicembre, a Venezia il 1° marzo e così via. Non solo: due città vicine potevano iniziare il ciclo del calendario in uno stesso giorno ma con lo scarto di un anno l’una dall’altra. Succedeva così che pur festeggiando sempre il capodanno il 25 marzo, su una sponda del Po, nel Lodigiano, il nuovo anno arrivava con oltre nove mesi di anticipo rispetto ad oggi, mentre sull’altra sponda, a Piacenza, con quasi tre mesi di ritardo sull’uso odierno. Un vero guazzabuglio di date, insomma. In questa puntata andiamo alla scoperta dei diversi usi cronologici in vigore nell’età medievale.

Per saperne di più: Bernardo Pallastrelli, Dell’anno dall’Incarnazione usato dai Piacentini: memoria, Piacenza 1856; Ettore Falconi, La data nei documenti privati parmensi e dell’Emilia occidentale, Milano 1959; Alessandro Pratesi, Genesi e forme del documento medievale, Roma 1999, pp. 123-135; Adriano Cappelli, Cronologia, cronografia e calendario perpetuo, Milano 1998.

Foto: Raffigurazione del mese di marzo nei mosaici della cripta della basilica di San Colombano di Bobbio (https://www.marcostucchi.com)

Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design di Matteo Capra.

 

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