Conflitto e sanzioni, le conseguenze per l’economia nel webinar di Confapi

05 Marzo 2022

Il conflitto in Ucraina, le sanzioni Usa e Ue alla Russia  e le loro  conseguenze finiscono al centro di un nuovo focus promosso da Confapi Industria Piacenza. E lo fanno prendendo in esame gli effetti che la situazione ha sugli imprese che operano sia in Russia sia in Ucraina. “Il conflitto in Ucraina. Gestire affari e società con Russia, Bielorussia e Ucraina” è il titolo del webinar organizzato dall’associazione guidata da Giacomo Ponginibbi in collaborazione con Lodi Export e “Tommasini & Martinelli” e che ha visto intervenire Fabio Milella e Giacinto Tommasini: ad aprire i lavori è stato il direttore di Confapi Industria Piacenza Andrea Paparo.

“Abbiamo organizzato questa iniziativa in maniera tempestiva – sottolinea Paparo – l’obiettivo è quello di dare informazioni e suggerimenti sugli effetti dei tragici eventi dell’Ucraina: eventi che avranno delle conseguenze  per le aziende, non poche, che hanno rapporti commerciali con le nazioni coinvolte e per quelle attive nel settore energetico, petrolifero e siderurgico”.

A seguire sono stati i relatori: a loro è spettato delineare le conseguenze che l’attuale conflitto ha per gli imprenditori che attualmente operano con la Russia, la Bielorussia e l’Ucraina. Conseguenze che si riverberano sulle relazioni sia commerciali che societarie e nelle quali un peso rilevante hanno le sanzioni adottate dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti contro la Russia: economiche e riguardanti gli scambi commerciali con il Paese e il settore finanziario, ma anche restrizioni relative alla regione del Donbass, della Crimea e di Sebastopoli, al rilascio dei visti, all’import e all’export. Quali sono dunque le raccomandazioni commerciali per gli imprenditori? Per quelli che operano con la Russia e la Bielorussia i due relatori hanno evidenziato l’importanza di gestire i controlli su collegamenti e classificazione di prodotti e servizi e i contratti coi partner commerciali. Per chi opera invece con l’Ucraina, è fondamentale verificare che nei contratti siano previste delle idonee clausole di salvaguardia a presidio dei rischi.

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