I profughi rifiutano 500 euro a testa. Ma il fronte si divide

19 Febbraio 2013

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AGGIORNAMENTO DELLE 11.45 – Dopo una lunga discussione e un confronto a tratti anche teso, il fronte dei profughi sembra dividersi: i più intransigenti continuano a rifiutare i 500 euro a testa proposti dalla prefettura su indicazione del governo, ma non sono pochi coloro che invece vogliono accettarli. In particolare, spingono per questa soluzione coloro che hanno già deciso di andare in un’altra città per raggiungere amici e parenti oppure che hanno programmato il ritorno a casa e utilizzeranno quei soldi per il viaggio.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.45 – È terminato l’incontro tra i rappresentanti dei profughi e il prefetto, ancora una fumata nera. A quanto pare i rappresentanti del governo sul nostro territorio hanno avanzato una proposta economica agli stranieri, su indicazione del ministero: 500 euro a testa come incentivo all’inserimento nella nostra società. Ma i profughi l’hanno rifiutata e continuano a chiedere 2.000 ciascuno: “Siamo in Italia da quasi due anni senza soldi e senza lavoro, dobbiamo avere la possibilità di crearci una vita indipendente. Se non riceveremo quella somma continueremo a stare nelle strutture anche dopo il 28, vedremo se la polizia avverrà a cacciarci”.

NOTIZIA DELLE 10 – Non si placa la protesta dei profughi africani che il 28 febbraio dovranno lasciare le strutture di accoglienza sul territorio per la fine dell’emergenza umanitaria legata alle rivoluzioni nordafricane del 2011. Una cinquantina di stranieri ha sfilato in corteo dal Ferrhotel della stazione alla prefettura, dove è in corso un presidio di protesta, con cori e striscioni come”Basta prenderci in giro, non siamo animali”. Chiedono un contributo di duemila euro a testa per potersene andare. È in corso un incontro tra una delegazione di profughi e il prefetto Antonino Puglisi.

 

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