Bobbiano, da sei mesi la messa al cimitero. Il parroco: “Ora basta”

04 Aprile 2013

La chiesa e i parrocchiani di Bobbiano sono vittime di una beffa della quale non hanno alcuna colpa. Da sei mesi, il parroco don Giampiero Esopi, arrivato a Bobbiano nel 1975, celebra la Santa Messa nel camposanto, in una piccola cappella attrezzata con alcune stufe, per riuscire a rendere più tollerabile il clima invernale. La strada che conduce alla chiesa è stata infatti chiusa da un’ordinanza del sindaco di Travo, Lodovico Albasi, perché è troppo pericoloso transitare nei pressi del torrione di Bobbiano, pericolante e inagibile, ridotto a una discarica. Se la storica struttura dell’anno Mille dovesse cedere sotto il peso dei secoli, dell’incuria e del maltempo, la chiesa ne resterebbe travolta. Ed è per questo che, in chiesa, da mesi, non si può più andare, in attesa che il tribunale di Monza stabilisca dopo anni di limbo chi sia il proprietario del “castelletto” di Bobbiano e disponga per la sua messa in sicurezza. «Ho intenzione di intraprendere un’azione legale, perché non è più possibile andare avanti in questo modo – si sfoga il parroco -. È come se avessimo una casa ma ci fosse proibito entrarvi». Negli ultimi due anni, il caso è arrivato alla Soprintendenza, alla Prefettura, all’associazione “Italia Nostra”. La prossima udienza per stabilire chi sia il proprietario è fissata per il 10 aprile.

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