“Gli agenti arrestati aiutavano i clandestini a sistemarsi in via Roma”

17 Aprile 2013

L’ingresso della Procura di Piacenza

Avrebbero “aiutato” prostitute e trans irregolari a sistemarsi in via Roma e dintorni, proprio quella zona che erano chiamati a controllare con maggiore attenzione per evitare il ripetersi di episodi di criminalità e per scongiurare la presenza di irregolari. Documenti falsi e referenze che garantivano dai controlli coloro che invece non avrebbero potuto entrare e restare regolarmente a Piacenza e sul territorio italiano. Anche per questo sono finiti in manette i sei poliziotti della questura nell’ambito della maxi-operazione che ha portato all’arresto di 12 persone e che ha un importante filone riguardante lo sfruttamento della prostituzione e della immigrazione clandestina, favorito proprio dal ruolo degli agenti finiti in manette.

Non solo droga, quindi.  Secondo le accuse della Procura di Piacenza gli agenti non garantivano solo la fornitura di sostanze stupefacenti a un noto pregiudicato piacentino, perno di un fiorente giro di spaccio, portandogli la droga in diverse occasioni con l’auto di servizio. Ai sei poliziotti viene anche contestato il fatto di “procacciare alloggi” destinati a giovani prostitute e transessuali, i quali avrebbero anche venduto droga ai clienti che ricevevano. Si tratta di numerosi appartamenti situati nella zona di via Roma e nel resto del centro storico, una rete che avrebbe garantito un “giro” dalle grandi dimensioni. Squillo e trans irregolari affrontavano tranquillamente i controlli proprio grazie alla protezione dei poliziotti in questione, sopratutto per mezzo dei documenti falsi che venivano forniti loro sia per affittare gli appartamenti da agenzie e privati, sia per risultare regolarmente presenti sul territorio italiano. Pare siano state decine le persone che nei mesi hanno “popolato” la zona di via Roma e via Pozzo senza averne diritto e per compiere attività illecite, in alcuni casi accedendo anche alle sanatorie e godendo del ricongiungimento familiare con parenti fatti arrivare dai Paesi di origine. Si tratta soprattutto di dominicani e sudamericani. Sembra che i carabinieri abbiano sequestrato centinaia di documenti falsi o falsificati.

E proprio a questo filone sarebbe legato il lungo confronto che gli investigatori hanno avuto nella giornata di oggi con due transessuali, prelevati questa mattina dalle loro abitazioni e a quanto pare indagati.

Queste le accuse, a cui alcuni degli agenti arrestati hanno già risposto tramite i propri legali, negando il coinvolgimento in attività illecite e dicendosi pronti a spiegare tutto già in sede di interrogatori di garanzia, che inizieranno domani.

I FATTI E LE ACCUSE SPIEGATI DALLA PROCURA

AGENTI ARRESTATI: “SONO MOLTO PROVATI DAL CARCERE” – In attesa degli interrogatori fissati per domani mattina, proseguono gli incontri tra gli avvocati e i loro clienti, ossia le dodici persone finite al centro dell’inchiesta sullo spaccio di stupefacenti e favoreggiamento della prostituzione condotta della Procura, che ha visto finire in manette anche sei poliziotti piacentini.
“Questa mattina ho incontrato il mio assistito in carcere e l’ho trovato profondamente provato, sia a livello fisico, sia a livello mentale – ha spiegato l’avvocato Filippo Fornaroli che difende uno dei sei agenti – nonostante l’evidente sofferenza è riuscito a parlare e si è dimostrato collaborativo”. L’avvocato sta terminando di esaminare la documentazione, in attesa del primo interrogatorio di garanzia, che si terrà domani mattina. “Il mio assistito non ha ancora incontrato i propri famigliari, potrà vederli dopo il colloquio di domani”.

AGGIORNAMENTO DELLE 13
LE INDAGINI PROSEGUONO: DUE TRANS IN CASERMA DA ORE – Si trovano ancora all’interno degli uffici della caserma dei carabinieri di viale Beverora i due transessuali che stamattina sono stati prelevati da alcuni militari in borghese in un appartamento in centro città. In questo momento il capitano Rocco Papaleo, al comando del nucleo investigativo, sta ascoltando le due persone che potrebbero essere coinvolte nella maxi inchiesta su droga e prostituzione che ha portato all’arresto di 12 persone tra cui 6 poliziotti della Questura di Piacenza. I due trans potrebbero essere a conoscenza di fatti utili alle indagini o addirittura essere protagonisti della vicenda. Gli investigatori stanno mantenendo il massimo riserbo. I carabinieri in borghese hanno fatto irruzione nell’abitazione questa mattina intorno alle 10. Dalla casa sono stati portati via anche documenti ed effetti personali dei due transessuali.

IL COMUNICATO DEL SAP SUGLI ARRESTI DEI POLIZIOTTI

NOTIZIA DELLE 10.30 – Irruzione dei carabinieri nell’abitazione di due transessuali – Pochi minuti fa carabinieri in borghese hanno fatto irruzione nell’appartamento di due transessuali che vivono in centro storico. Al momento bocche cucite da parte degli investigatori. Potrebbe essere un’operazione legata al filone degli arresti dei poliziotti accusati anche di sfruttamento della prostituzione. Dall’abitazione sono stati prelevati anche diversi documenti e oggetti personali. A breve aggiornamenti.

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