Piacenza crocevia di un traffico illecito di rifiuti pericolosi

27 Febbraio 2014

Rifiuti pericolosi

Si chiama Clean Up l’operazione con cui la guardia di finanza di Modena, su mandato dalla Procura antimafia di Bologna, ha sgominato una organizzazione che secondo le accuse smaltiva in maniera illecita rifiuti pericolosi in alcuni Paesi africani, in particolare Nigeria e Ghana. La base del traffico illegale era nel Modenese, ma Piacenza aveva un ruolo di crocevia per la raccolta di questo materiale: secondo gli inquirenti sul nostro territorio, vista la sua posizione strategica, venivano posizionati illegalmente container vuoti che le ditte riempivano, spesso di notte per non destare sospetti, con i loro rifiuti speciali tipo computer e stampanti fuori uso, elettrodomestici, autovetture demolite, batterie esauste, estintori e pneumatici per auto. A quanto pare anche alcune imprese piacentine si sarebbero avvalse dei servizi di questa organizzazione, che consentiva di risparmiare fino al 60 per cento sui costi di smaltimento, ma dei conteiner-discarica sistemati nel Piacentino si servivano soprattutto società lombarde e piemontesi. Gli stessi container, una volta pieni, venivano prelevati e imbarcati a Genova su navi destinate all’Africa, dove il loro contenuto era poi sversato in discariche abusive.

La guardia di finanza ha denunciato 41 persone, altre 4 sono agli arresti domiciliari. Il business illecito pare durasse dal 2010, ogni mese venivano spediti 50 container e per superare i controlli doganali l’organizzazione si appoggiava anche a due onlus.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE CLEAN UP

Rifiuti pericolosi

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