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Galletti a Perino: “Nove miliardi per il dissesto”. I sindaci: “Siamo al collasso”

17 novembre 2014

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Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, oggi a Perino, ha annunciato una battaglia culturale per promuovere maggiore responsabilità sul tema del dissesto idrogeologico. In una terra dove gli argini sono stati divorati dalla forza dell’acqua e i campi sono stati spazzati via dalla forza dei torrenti e dei canali, il ministro ha annunciato, oltre allo stop dei condoni edilizi, una sorta di “new deal” da nove miliardi in sette anni, dal 2015 al 2021, per far partire finalmente le opere necessarie a prevenire le frane e ridurre i rischi. Cinque miliardi dovrebbero provenire dai fondi di sviluppo e coesione, due dal cofinanziamento delle regioni o dai fondi europei a disposizione delle regioni stesse e due dovrebbero essere recuperati dai fondi a disposizione per le opere di messa in sicurezza e non spesi fino ad ora. In totale si parla dell’apertura di 654 cantieri entro la fine dell’anno, per un totale di 807 milioni, e altri 659 nei primi mesi del 2015, per un valore di un miliardo e 96 milioni. Sono invece 1.732 i cantieri già aperti, per un valore di 1,6 miliardi. Tutti i sindaci dei territori colpiti dall’alluvione , sottolineando la situazione al collasso del territorio, sono intervenuti in sala, chiedendo allentamento dei vincoli del patto di stabilità, finanziamenti certi e maggiore attenzione alla prevenzione e alla montagna.

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