Nasce la “Banca Valore Lavoro” di Caritas per i “nuovi poveri”

09 Aprile 2015

Manutenzione-impianti-civili-sassuolo

Si accende una luce in fondo al tunnel per le persone che hanno perso il lavoro, autonomia economica e dignità. Famiglie che improvvisamente sono sprofondate nello sconforto senza più punti di riferimento, donne in cerca di un riscatto, capifamiglia in preda alla disperazione perché rimasti disoccupati, magari dopo i 50 anni. Caritas italiana e Cei hanno dato il via libera al progetto “LavorIo” a cui, da mesi, lavorano Caritas Diocesana e Consulta delle opere ecclesiali.

La prima fase, già in atto, prevede l’inserimento lavorativo in strutture protette mentre la novità più importante è rappresentata dalla realizzazione di una vera e propria “Banca Valore Lavoro” dove i soggetti selezionati saranno chiamati, secondo le proprie competenze, a prestare servizio presso Enti o privati per lavori di giardinaggio, tinteggiatura, manutenzione e, per le donne, pulizie e cura di anziani.

“Siamo molto contenti – ha spiegato il direttore di Caritas Piacenza, Giuseppe Chiodaroli – perché il progetto nasce all’interno della Consulta delle opere ecclesiali che già si occupa di disagi degli adulti e famiglie in difficoltà. Volevamo però fare un ulteriore passo in avanti perché riteniamo – ha proseguito Chiodaroli – che la riabilitazione di una persona passi attraverso il lavoro. Dopo aver sperimentato, con successo, diversi laboratori – ha sottolineato il direttore di Caritas – abbiamo voluto dare la possibilità alle persone che seguiamo di approcciarsi al mondo del lavoro e di far incontrare domanda e offerta. Ci sono privati o enti che hanno bisogno di piccoli o grandi lavori e spesso non sanno a chi rivolgersi, noi mettiamo a disposizione persone preparate e motivate”.

“Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti – aggiunge Francesco Argirò, responsabile dell’area promozione umana della Caritas Diocesana – la banca del lavoro avrà successo se verrà recepita dal territorio. Non è un progetto per tutti ma per persone che sono in una fase di recupero e ritorno alla propria autonomia. Potremo aiutare svariate decine di cittadini in difficoltà ogni anno se la risposta sarà concreta”.

I partners dell’iniziativa sono: il centro di solidarietà, gli enti pubblici, il patronato Acli, l’ente Mestieri e la consulta socio assistenziale ecclesiale. Il progetto è finanziato, in parte dai fondi dell’8 per mille e dalla Caritas Diocesana. Presto verrà istituito uno sportello presso la Caritas a cui i cittadini potranno rivolgersi per richiedere la “manodopera” e, al contempo, tendere una mano a chi ne ha bisogno.

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