Sport disabili: 50 scuole coinvolte. Ecco Simone che non sapeva andare in bici

29 Aprile 2015

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Simone Boiocchi non può parlare ma corre più forte degli altri. Ha subìto 11 interventi per una sindrome molto rara che gli ha sconvolto la vita. Oggi è un campione di atletica leggera nei 100 e 200 metri. La strada è stata lunga e tutta in salita ma grazie alla sua tenacia, all’appoggio della famiglia e al sostegno del Cip di Piacenza, ha realizzato il suo sogno. Simone si esprime attraverso un libro, per noi la sua voce è arrivata tramite la mamma Barbara. “Lo sport è stato fondamentale nella vita di mio figlio – ha raccontato Barbara – non sapeva neanche andare in bicicletta mentre ora non lo ferma più nessuno. E’ un’esperienza che consiglio a tutte le famiglie che si trovano nella nostra stessa condizione perché attraverso l’attività sportiva i ragazzi disabili imparano a stare con gli altri, a conoscere e mettere a frutto le proprie qualità e soprattutto a sentirsi come gli altri”.

Far parte di una federazione non è stato facile per Simone perché, per assurdo, in Italia le persone disabili non possono neppure allenarsi con i normodotati. Grazie all’interessamento di Franco Paratici del Cip, Simone ha trovato una federazione che lo ha accolto. La storia di questo ragazzo è stata portata come esempio agli studenti del Tramello, Cassinari e Pezzani, coinvolti nel “Progetto scuole Cip” attivo da oltre 10 anni nelle scuole di città e provincia.

Il progetto è stato presentato stamattina in sant’Ilario. Era presente anche Astutillo Malgioglio, ex calciatore italiano. A partire dal 1977, si è occupato di assistenza ai portatori di handicap, fondando a Piacenza l’associazione “Era77” per il recupero motorio dei bambini distrofici. A causa di problemi di salute di Malgioglio e della mancanza di fondi, l’associazione ha chiuso nel 2001.

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