“Mia figlia usa cocaina”. Parte l’indagine: 17 ordinanze di arresto

Diverse centinaia di migliaia di euro il giro d’affari, centinaia gli assuntori.

04 Maggio 2017

“Temo che mia figlia, a sua volta mamma, faccia uso di cocaina”. È quanto ha segnalato una donna ai carabinieri della stazione di Rivergaro e da quella preoccupante testimonianza è partita l’indagine che ha avuto il culmine nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone, di cui 5 ai domiciliari, 10 in carcere e due stranieri latitanti.

I dettagli dell’operazione denominata “White valley” sono stati forniti questa mattina, giovedì 4 maggio, in Procura. Per prima cosa i militari sono risaliti allo spacciatore della donna oggetto della segnalazione, una 35enne, e così hanno scoperto una rete di spaccio, con otto diversi gruppi di spacciatori italiani e stranieri (tra cui due nuclei familiari), che ha portato anche al sequestro complessivo di 300 grammi di stupefacenti, per lo più cocaina.

“Nel corso delle indagini sono state documentate 500 cessioni di stupefacenti da ottobre ad aprile” ha affermato il comandante provinciale Corrado Scattaretico secondo il quale si tratta di un duro colpo a due dei gruppi principali dediti allo spaccio di cocaina a Piacenza.

Diverse centinaia di migliaia di euro il giro d’affari, centinaia gli assuntori. Dei 17 destinatari delle ordinanze, l’età varia dai 21 ai 60 anni, mentre i clienti appartenevano a tutte le classi sociali.

“Il fenomeno – ha aggiunto Scattaretico – è molto grave nel Piacentino. Ieri si è registrata una morte per overdose, fatti che mi riportano indietro di trent’anni”.

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