Muri scrostati e degrado: la difficile convivenza nelle case popolari

05 Febbraio 2019

Cavi scoperti, muri scrostati, graffiti e cocci di vetro. Dopo il reportage nel degrado dei palazzoni del Peep di qualche settimana fa, anche un gruppetto di abitanti delle case popolari ai numeri civici 1 e 3 – situate pochi metri più in là – ha segnalato alcuni disagi a Libertà e Telelibertà.

Sul posto, a prima vista, colpisce il tappeto di bottiglie di birra e superacolici che si nasconde sotto ai rami delle siepi, nelle aree verdi condominiali all’esterno.

“Fino a due anni fa, c’erano anche due o tre panchine su cui riposare o chiacchierare – fa notare la residente Maria Giunta -. Poi sono state sradicate per evitare i fenomeni di bivacco sempre più frequenti, proprio a ridosso dei portoni d’ingresso. Negli ultimi quarant’anni, purtroppo, queste case si sono trasformate in peggio”.

Un lato dello scivolo che conduce al cortile interrato è occupato da “veicoli abusivi”, nel senso che “i responsabili non potrebbero posteggiarli qua – si lamenta Giunta – ma dovrebbero pagare la tariffa mensile per il garage”. Uno di questi mezzi giace con le gomme a terra, la carrozzeria incidentata e la targa smontata. Non è una situazione nuova nel quartiere Farnesiana: sotto ai “casermoni” dal civico 7 al 15, nelle scorse settimane, sono stati accesi i riflettori sul cimitero di carcasse di automobili piene di rifiuti e taniche di benzina (un’emergenza di cui si sta occupando la Polizia municipale in seguito agli scarsi standard d’igiene pubblica). Sempre nel parcheggio interrato, oltre ad alcuni tratti di superficie dissestata, balzano all’occhio la cassetta rotta di un idrante a muro e i disegni con la vernice spray.

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