Era ai domicliari a Varazze

Uccise il padre che osteggiava la sua relazione con una prostituta: Adriano Casella portato in carcere

13 luglio 2019

Stamattina, 13 luglio, i carabinieri del Reparto operativo nucleo investigativo hanno portato in carcere Adriano Casella, condannato per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.
Era stato condannato a 24 anni nel luglio del 2013 per aver sedato con una dose di sonnifero e poi ucciso il padre Francesco con un colpo di pistola utilizzata per sopprimere il bestiame, occultando momentaneamente il cadavere in cantina e successivamente, con l’aiuto della sorella, trasferendolo, su un’auto, a San Michele di Morfasso. Casella aveva quasi dilapidato il patrimonio di famiglia perché, invaghito di una prostituta albanese di 28 anni, le aveva “regalato” oltre 50mila euro. Il padre aveva osteggiato la relazione tra i due e questo sarebbe il motivo per cui era stato ucciso.

Casella era agli arresti domiciliari a Varazze presso il centro terapeutico riabilitativo “La Tolda”. I carabinieri, dovendo dare esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Bologna, lo hanno condotto in carcere a Genova. Dovrà scontare ancora 19 anni 1 mese e 17 giorni. Sarà scarcerato nel luglio del 2036.

 

 

 

 

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