Omicidio Elisa Pomarelli

Roberta Bruzzone incontra Sebastiani: “Non riesce a spiegarsi perché l’ha uccisa”. Sarà chiesta la perizia psichiatrica

13 settembre 2019

“E’ una persona molto provata che con fatica sta facendo i conti con quello che è successo. Massimo Sebastiani pensa a Elisa Pomarelli in modo cronico e non riesce a capire perché l’ha uccisa”.
Lo ribadisce più volte Roberta Bruzzone, psicologa forense, consulente dell’avvocato Mauro Pontini, difensore dell’operaio 45enne che ha confessato l’omicidio dell’amica 28enne.
La nota criminologa ha chiesto di poter incontrare Sebastiani per valutare la richiesta di una perizia psichiatrica e al termine del colloquio durato due ore al carcere delle Novate l’intenzione è quella procedere in quella direzione.
Dopo il sopralluogo insieme ai carabinieri del Ris nell’abitazione di Campogrande di Carpaneto dove Sebastiani viveva, Bruzzone aveva parlato di “condizioni indicibili, scenario tipico di soggetti schizofrenici che non sanno badare a se stessi”. La criminologa, dopo il colloqui,o conferma quanto dichiarato in quell’occasione. “Ho notato una condizione di disorientamento, nei due anni precedenti all’evento si è manifestata una progressiva crisi gravissima di natura depressiva che ha lasciato ampi riscontri nella vita; una condizione che non è stato in grado di riconoscere e che cresceva di pari passo con l’ossessione affettiva, inizialmente dipendenza affettiva per Elisa Pomarelli”.
Massimo quando è entrato nel pollaio aveva intenzione di uccidere? “No – ha risposto la Bruzzone – non aveva questa intenzione. Lì dentro succede qualcosa di terribile, di cui per certi versi è spettatore, lui si vede agire, ma non riesce a realizzare quello che fa e resta lì perché non capisce cosa è successo. Non c’è stata un’aggressione, né una lite. Lui esclude qualunque offesa da parte della ragazza. E’ accaduto tutto in modo rapido. In base a quanto riferisce, lei gli aveva chiesto di conservare la busta di cui si è già parlato e che con quella non avrebbero più avuto la necessità di effettuare lavoretti e quindi la frequentazione si sarebbe ridotta. A quel punto gli è crollato il mondo addosso”.

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