"Credevo di essere morto e ho pregato. Ci siamo salvati stringendoci la mano"
Redazione Online
|6 anni fa

“Credevo di essere morto. Sono musulmano, ho chiuso gli occhi e pregato”. Ha il terrore negli occhi un ragazzo extracomunitario poco più che ventenne che si trovava a bordo del treno deragliato stamattina, giovedì 6 febbraio, a Ospedaletto Lodigiano. Dal reparto di radiologia del pronto soccorso di Piacenza, dove è stato portato insieme ad altri due passeggeri con lievi contusioni, il giovane racconta i momenti di panico vissuti sul convoglio: “Non riesco a descrivere quel che è accaduto, non me ne rendo ancora conto. Il treno andava velocissimo, forse ai trecento chilometri all’ora. All’improvviso, poi, ho sentito una botta violenta. Un boato fortissimo. E’ inspiegabile”. Il ragazzo era seduto sulla seconda carrozza, vicino al finestrino, insieme a un amico: “Ci siamo stretti forte la mano per evitare di cadere. Il vagone si è ribaltato – ricorda con la voce tremolante – e noi, in attesa dei soccorsi, siamo usciti attraverso un buco per metterci in salvo. Per un quarto d’ora, purtroppo, siamo rimasti bloccati a bordo”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
A luglio taglio del nastro per il grande magazzino di prodotti per la casa
2.
A cinquant’anni dall’esame di maturità la terza B del liceo Gioia si ritrova sui banchi
3.
Tromba d'aria su Rossetti Market, danni per un milione di euro
4.
Bonus per l’acquisto di bici elettriche, scadenza prorogata al 31 luglio

